La CUB-Sanità ha vinto un ricorso per comportamento antisindacale (art.28 legge 300 S.L.(Statuto dei Lavoratori) contro una cooperativa. I fatti sono abbastanza semplici: c'è stato un cambio di appalto nelle comunità psichiatriche "protette" torinesi, finite tutte in mano a dei privati (!) Con il cambio di gestione, i lavoratori/trici di due cooperative che mettevano il personale educativo, infermieristico e assistenziale sono stati assorbiti tutti in una terza.
In entrambe le cooperative cedenti avevamo una rappresentante RSA ed eravamo il primo sindacato come numero di iscritti.
Siamo perciò stati partecipi della procedura ex art.2112 per il cambio di appalto.
Dapprima ne abbiamo rivendicato l'applicazione in base alla nuova normativa che recepisce le regole europee.
Poi siamo stati protagonisti della trattativa, portando a casa l'art.18 per gli assunti dopo il marzo 2015, la trasformazione a tempo indeterminato per i precari assunti nel 2016 e la proroga al 31/12 con diritto di prelazione per gli assunti t.d. nel 2017, la trasformazione di un contratto "a chiamata" in un contratto "normale" e qualche altra cosuccia.
Evidentemente alla cooperativa non ha fatto granché piacere dover trattare seriamente, tanto quanto non ha fatto piacere ai "padroni" ai quali abbiamo messo in discussione il margine di profitto che hanno, chiedendo più assunzioni.

Fatto sta che, firmato l'accordo il 31 maggio, hanno pensato bene di dire ai lavoratori che loro disconoscevano la nostra rappresentanza RSA, perché non siamo firmatari del CCNL e con noi non avrebbero mai più avuto a che fare, ma solo con CGIL e i "firmatari".
Ovviamente CGIL, dopo essersi rassegnata a trattare su un tavolo unico, non ha manifestato eccessi di solidarietà e anzi, alla prima occasione ci ha scaricati.
Nel frattempo era partito il nostro "28" che oggi si è concluso con l'ACCOGLIMENTO PIENO e l'ordinanza alla coop.va di permettere l'applicazione di tutte le prerogative date dal Capo III dello Statuto dei Lavoratori.

Ma i dati più rilevanti, per la CUB Sanità nazionale sono:
- il riconoscimento pieno della "nazionalità", quindi dell'esercizio attivo dell'art.28. Non credo che la nostra sia la prima sentenza, ma è il caso di metterla in saccoccia e aggiungerla pronta per eventuali altre cause analoghe;
- l'applicazione del principio che sia sufficiente partecipare a trattative che sfocino in un accordo normativo, perché ne consegua il diritto al riconoscimento di RSA e prerogative come da legge 300 SL e una interpretazione del concetto di "accordi normativi".

Merito del ns. avv. Bisacca, artefice giuridico dell'inguacchio, e delle lavoratrici che hanno "tenuto duro": tra cui la una ns. RSA sballottata e una lavoratrice sospesa dal lavoro per avere osato dire in riunione che quelle comunità si stanno trasformando in manicomi.

In allegato vi mando il decreto.
Vale appena la pena di aggiungere che il nostro collettivo di operatrici/tori si accinge a cene, gozzoviglie... e alla lotta! (magari anche alle ferie..)
Cordiali saluti

Torino, 13 7 2017
CUB-Sanità