Da La Repubblica - COMDATA - Protesta (con musica a tutto volume) sotto la sede di via Carlo Alberto: Non piace l´intesa firmata da Cgil e Cisl



Protesta (con musica a tutto volume) sotto la sede di via Carlo Alberto: Non piace l´intesa firmata da Cgil e Cisl

Comdata, l´accordo integrativo divide il popolo del call center
di FEDERICA CRAVERO

Torino - Non c´è quiete alla Comdata, nemmeno dopo la firma di un accordo giudicato da più parti importante e innovativo, che a cascata sarebbe potuto essere applicato anche altrove. Ieri infatti i dipendenti dell´azienda di servizi, che gestisce tra gli altri i call center di importanti compagnie telefoniche, sono tornati a scioperare per chiedere di riaprire la trattativa sulla base della piattaforma iniziale, precedente l´accordo. E a Torino lo hanno fatto con musica a tutto volume per tutto il giorno in via Carlo Alberto e volantinaggio in piazza Cln.
La mobilitazione è stata indetta dal Collettivo lavoratori Comdata, da Flmu Cub e dalla Uilcom-Uil, che all´ultimo si è sfilata dall´accordo e ha deciso di non siglarlo, come invece hanno fatto Slc-Cgil e Fistel-Cisl. A Torino, dove si trova la sede legale, secondo i sindacati la partecipazione è stata del 70 per cento, meno del 30 per cento secondo l´azienda. Ben più basse le percentuali nelle altre sedi italiane, che hanno fatto scendere l´adesione media allo sciopero nazionale intorno al 6-7 per cento.
«Siamo soddisfatti - ha commentato Adolfo Granito - significa che i lavoratori vedono in modo negativo molte delle questioni previste nell'accordo, che ci hanno convinto a temporeggiare per chiedere con un referendum il parere dei dipendenti, mentre Cgil e Cisl sono andate avanti.
La prima mobilitazione era stata a dicembre, quando si erano rotte le trattative con Comdata. Nei mesi scorsi, invece, i sindacati confederali erano ritornati al tavolo fino a ottenere «per la prima volta in un call center un accordo forte di secondo livello», ha commentato Renato Rabellino della Slc-Cgil. Un accordo che prevede per gli oltre cinquemila dipendenti di Comdata, 3.500 dei quali in Piemonte, nelle sedi di Ivrea, Scaramagno, Torino e Asti, un pacchetto di benefit che impone all´azienda un impegno di spesa di circa 15 milioni all´anno distribuiti tra assistenza sanitaria integrativa - un caso senza precedenti per questo tipo di call center - premi sui risultati, premio di produzione e scatti di anzianità più ravvicinati.
«Ma quello che noi chiedevamo era che il premio di risultato fosse legato al bilancio, e non alla produttività dei gruppi sulle singole commesse - ha spiegato Vincenzo Graziano, del Collettivo lavoratori - Inoltre non ci sono state date risposte sulle nostre richieste di avere dei buoni pasto».
L´azienda, tuttavia, ha già risposto di non voler dare nessun margine di trattativa: «È un accordo bello e faticoso - hanno detto da Comdata - Abbiamo un rispetto del lavoro, tanto da avere fatto la scelta di assumere dipendenti, di cui l´80 per cento a tempo indeterminato, e non lavoratori a progetto. Ma questo sciopero è un segnale brutto».

La Repubblica - 17 luglio 2008