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Fisco: "Il Governo con l'articolo 7 del nuovo decreto legge 'Semplificazioni', in via di pubblicazione, elimina ogni forma di controllo sui contratti agevolati e su quelli transitori e per studenti. Non si tratta di una semplificazione bensì di una liberalizzazione che spiana la strada ad aumenti di affitti illegali, a contratti con norme vessatorie e a un ritorno a forme di elusione ed evasione fiscale.”

Di seguito la dichiarazione di Walter De Cesaris, Segretario nazionale Unione Inquilini

“Gli articolati che circolano in merito al D.L. Semplificazioni prevedono all’articolo 7 'Modifiche della validità dell’attestazione per i contratti di locazione a canone concordato'.

Nel testo si legge testualmente 'che l’attestazione…, per la stipula dei contratti di locazione ad uso abitativo a canone concordato…, nonché dei contratti transitori e dei contratti di locazione per gli studenti universitari…, può essere fatta valere per tutti i contratti di locazione, stipulati successivamente al suo rilascio, fino ad eventuali variazioni delle caratteristiche dell’immobile o dell’Accordo Territoriale del Comune a cui essa si riferisce.'

Ora, se il testo effettivamente corrispondesse a quanto sopra riportato si determinerebbe il rischio assai elevato di creare conseguenze assai negative, sia per quanto riguarda le tutele previste per i conduttori, sia per quanto attiene il contrasto all’elusione e evasione fiscale.

Si segnala altresì che affermare che la precedente asseverazione è valida 'fino ad eventuali variazioni delle caratteristiche dell’immobile o dell’Accordo territoriale del Comune a cui essa si riferisce', non tiene conto del fatto che la vecchia attestazione si riferisce a un preciso canone di locazione di una precisa fascia, se il proprietario nei successivi contratti modificasse l’importo per ottenere un affitto più elevato di quello determinato dall’accordo locale, questo avverrebbe senza alcuna forma di controllo. Poi non si comprende cosa significhi variazione delle caratteristiche dell’immobile. 

Infatti, gli accordi territoriali prevedono specifiche fasce di oscillazione dei canoni per zone omogenee in relazione alla presenza di determinate dotazioni concrete dell’immobile, oltre che eventuali ulteriori condizioni contrattuali, che l’attestazione certifica essere coerenti con gli accordi e tali da non contrastare le norme legislative in materia di stipula dei contratti di locazione.

La semplificazione, pertanto, dovrebbe comunque prevedere anche il mantenimento del medesimo canone precedente, o una sua diminuzione, in quanto, anche fermi restando gli accordi territoriali, andrebbe comunque verificato se eventuali aumenti restino o meno all’interno delle fasce di oscillazione in essi previste. 

Inoltre, occorrerebbe la verifica non solo del mantenimento delle caratteristiche dell’immobile ma anche delle specifiche e concrete dotazioni e del loro stato di utilizzo, in quanto sono queste ultime che indicano i parametri che determinano un canone di locazione congruo rispetto agli accordi territoriali.

Questo senza, infine, che venga presa in considerazione la possibilità che nei contratti possano essere inserite condizioni vessatorie o comunque non corrispondenti a quanto previsto dagli accordi e più in generale dalla normativa in essere.

Si rammenta che il decreto interministeriale 16 gennaio 2017 che recepisce la Convenzione nazionale che ha fissato le modalità attraverso le quali stipulare gli accordi locali tra sindacati inquilini e associazioni della proprietà, in allegato riporta i contratti tipo da utilizzare che non possono subire deroghe, nelle attestazioni i firmatari degli accordi locali verificano anche che il contratto tipo sia quello ministeriale e che non siano state inserite norme vessatorie.

Come è ben noto, specialmente per quanto attiene i contratti transitori e quelli per gli studenti universitari, e più in generale per i contratti agevolati, tale possibilità è numerose volte perseguita e più volte, negli sportelli cui si rivolgono i nostri utenti, ci siamo imbattuti in tali circostanze.

Specialmente, per tali fattispecie di contratti, più che una norma di semplificazione, quella che abbiamo letto appare come una vera e propria norma di liberalizzazione che sbilancia ulteriormente le condizioni contrattuali a favore della parte più forte.

Chi verificherà l’invarianza anche di tutte le norme contrattuali, impedendo l’inserimento di norme che surrettiziamente possano determinare incrementi di canone e/o condizioni vessatorie e non corrispondenti alle norme vigenti?

In ultimo, ma non per ultimo, c’è da considerare il rischio di un pesante aggravio sul bilancio pubblico di una norma che, così come congegnata, pare favorire possibilità di elusione e/o evasione fiscale.

Chi controllerà infatti la invarianza, oltre che degli accordi territoriali e delle caratteristiche dell’immobile, anche dell’importo del canone, verificando la congruità di una sua eventuale variazione per essere coerente agli accordi, nonché la coerenza del contratto e delle norme in esso scritte?

Non abbiamo alcun problema di natura pregiudiziale rispetto all’ipotesi di semplificazione e non poniamo ostacoli affinché la responsabilità dell’attestazione venga svolta da un’autorità pubblica, per esempio la medesima Agenzia delle Entrate, che però nel passato si era dichiarata non in grado di poter esercitare tale controllo.

Come sindacato, siamo comunque pronti a intensificare il contenzioso, che sicuramente diverrà esplosivo con un provvedimento che, al di là del nome neutro 'semplificazioni', in realtà è una vera e propria liberalizzazione, con un ulteriore pesante sbilanciamento a sfavore della parte contrattuale più debole, con un grave rischio di favorire elusione ed evasione fiscale dei canoni di locazione.

La nostra richiesta, stante la situazione attuale e permanendo la indisponibilità dell’Agenzia delle Entrate di verificare essa medesima la congruità dei contratti agli accordi, è di eliminare una norma che non semplifica ma liberalizza e potenzialmente favorisce elusione ed evasione fiscale.

In ogni caso, chiediamo, al Governo e ai gruppi parlamentari, un momento di riflessione sulla materia e diamo la disponibilità per un'audizione, anche informale e in tempi rapidissimi."