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I sindacati di Base che hanno organizzato e partecipato allo sciopero generale e sociale contro la guerra, l’economia di guerra e il governo della guerra lo scorso 20 maggio, rincontratisi on line il 30 maggio, valutano positivamente il percorso che li ha portati nelle piazze di 20 città. Un percorso lungo e condiviso che li ha visti coinvolgere progressivamente, tramite le 2 assemblee in presenza a Milano e Roma e le tante on line, tutto l'arco dei sindacati di Base, conflittuali e di classe oltre a parte di quello sociale e politico 

Un’iniziativa, lo sciopero generale e sociale contro la guerra unica nel panorama italiano, forse europeo. I sindacati e le formazioni sociali e politiche condividono le parole d’ordine contro la guerra e credono sia necessario continuare a svolgere e implementare la denuncia e la sensibilizzazione dei lavoratori e delle  lavoratrici sulle ricadute che si avranno a seguito della guerra in Ucraina, delle sanzioni economiche e per le ingenti spese militari che il governo Draghi sta promuovendo a discapito delle spese sociali, allo scopo di creare un reale movimento che si opponga alla guerra e alla sua economia.

Importante momento è stato quello di Coltano (PI) contro la base militare, dove il 2 giugno erano impegnate molte delle organizzazioni tra quelle promotrici del percorso di protesta contro questo scempio di territorio e di risorse pubbliche che, anziché essere destinate ai beni sociali, casa, scuola, sanità, lavoro, vengono investite in spese militari sempre crescenti, percorso a cui devono fare seguito per tutta l’estate iniziative mirate a far crescere l’attenzione e la conoscenza dei drammatici problemi che stiamo affrontando, anche per combattere l’informazione militarizzata e a senso unico che soffoca ogni pur timida voce di dissenso.

Allo scopo di dare continuità e consolidare il percorso i sindacati e le associazioni hanno immaginato un Forum sindacale internazionale da tenersi in Sardegna fine estate, una grande assemblea nazionale per verificare la possibilità di un nuovo sciopero generale e sociale in autunno con un'unica manifestazione nazionale per fermare la guerra, tagliare le spese militari a favore di quelle sociali, contrastare  il governo della guerra e del PNRR, chiedere interventi strutturali per avere salari adeguati all’inflazione e al caro vita, per discutere e organizzarsi.

Prossimo appuntamento on line del sindacalismo di base, conflittuale e di classe Lunedi 13 Giugno ore 17.30

Sindacati di base e conflittuali