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Le cattive abitudini sono molto consolidate nel mondo sindacale quando si tratta di rinnovare i Ccnl, lo dimostra la condotta di Cgil-Cisl-Uil e Fiadel in occasione del rinnovo del Ccnl Utilitalia per il settore dell'Igiene ambientale

“L’inflazione dilaga, i rincari delle materie prime volano, le condizioni economiche e sociali attuali sono ai minimi storici e le sigle citate, in base a un atteggiamento riscontrabile non da oggi, nella notte del 18 maggio hanno firmato il Ccnl di categoria che garantisce meno di 1 euro lordo al giorno di aumento salariale ai lavoratori”, commenta a caldo Marcelo Amendola, segretario generale della Confederazione Unitaria di Base, che ritiene la scelta dei sindacati citati di accettare le condizioni proposte un’offesa alla dignità degli operai del settore già fortemente massacrati dalle pessime condizioni di lavoro, dal sempre più massiccio ricorso agli appalti al ribasso e dall’ormai endemica precarietà che affligge questo come e più di altri settori.

 

“Più che mai adesso – aggiunge Amendola – si palesa quanto FLAICA CUB denuncia da anni ossia che quelli che oggi rappresentano i lavoratori del settore con la controparte sono inadeguati e soprattutto in mala fede. Con l’inflazione che attualmente si attesta a più del 7%, viene detto che l'inflazione di riferimento sulla quale il Ccnl è stato sottoscritto è del 3,44% e tutto verrà rivisto nel 2024, come a voler nascondere la polvere sotto il tappeto”.

Nel frattempo l’unificazione dei diversi Ccnl in un unico contratto gestito da Utilitalia ha già dato i suoi primi frutti per i datori di lavoro, spingendo vertiginosamente al ribasso tutti i salari e medesima sorte toccherà alla parte normativa se non si interverrà subito con fermezza.

Per questo, adesso più che mai è necessario manifestare con forza il dissenso a questa linea sindacale filo-padronale, consolidata dalle sigle sindacali che hanno sottoscritto il Ccnl di lavoro.

“Se il buongiorno si vede dal mattino – conclude Amendola - la FLAICA CUB invita tutti i lavoratori del settore a scendere in piazza il 20 maggio in occasione dello sciopero generale del sindacalismo di base.

Se non ora, quando!”