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Ci sono rivendicazioni storiche dei movimenti sociali che periodicamente si ripropongono come forme di lotta radicali soprattutto nei momenti storici di crisi economica.

 

È il caso dell'aumento del costo della vita che comporta enormi sacrifici per le famiglie delle classi popolari e medie, l'autoriduzione delle bollette diventa un obiettivo condiviso e da raggiungere nonostante alcune implicazioni pratiche, di carattere legale e non, che rendono difficile la riuscita di alcune forme di lotta incapaci di andare oltre il classico movimento di opinione.

 

Se il ragionamento non può arenarsi davanti a implicazioni di carattere legale o repressivo, occorre tenere conto non solo dell’efficacia di alcune forme di lotta bensì anche del rapporto costi\benefici delle stesse.

 

Che la situazione sia divenuta preoccupante lo dicono anche rapporti di Stati e dell'Onu che analizzano le crescenti paure e incertezze derivanti dalla pandemia e dalla crisi economica, la guerra in corso in Ucraina non fa che peggiorare lo stato delle cose.

 

Difficile ignorare l'emergenza pandemica o quella ambientale, impossibile non accorgersi delle conseguenze della guerra sull'economia e sulle nostre stesse esistenze. Non si dice che la crisi energetica è una crisi di sistema acuita dalla guerra, dirlo avrebbe implicazioni pratiche anche sull’accettazione del ruolo dell'Italia dentro e fuori la Nato.

 

E in tempi di crisi capita di leggere proposte come la riduzione del gas, le ore di riscaldamento ridotte al pari delle temperature nelle case non per far fronte all’emergenza climatica ma come risposta alla crisi economica, al rincaro delle tariffe e dei costi derivanti anche dall'insano embargo ai danni della Russia.

 

Non sappiamo quale sarà la riuscita della campagna di disobbedienza denominata “Noi non paghiamo” per la riduzione dei costi delle bollette ai valori precedenti pandemia e guerra, non ci sentiamo di snobbarla guardandola con sufficienza.

 

È una campagna che proviene dall'Inghilterra, il modello delle campagne anglosassoni rientra nella cultura socialdemocratica di azione civile che sovente non ha raggiunto quella radicalità necessaria al raggiungimento degli obiettivi, una sorta di battaglia delle opinioni, di movimento civile.

 

Per lanciare la parola d'ordine sulla riduzione delle bollette urge conoscere anche le implicazioni legali derivanti dalla disobbedienza civile e probabilmente dovremmo fare un ragionamento tale da includere anche le società erogatrici dei servizi che per quanto pubbliche (alcune) sono gestite alla stregua delle spa private, legate a profitti e utili in borsa.

 

Forse dovremmo imparare dagli errori del passato e dai limiti di movimenti come quello dell'acqua, far tesoro delle iniziative intraprese e acquisire una visione più complessiva, in ogni caso ben vengano iniziative di lotta e di disobbedienza civile se saranno capaci di aggregare e confliggere.


Per saperne di più:
Appello Alla Disobbedienza! | Nonpaghiamo.it


Dal blog delegati e lavoratori indipendenti-Pisa