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Il tavolo tra Governo e Enti locali ha approvato un nuovo atto di indirizzo in alternativa a quello originale che prevedeva la costruzione della nuova cittadella militare nelle zone agricole di Coltano (72,9 ettari) facenti parte del Parco di San Rossore. Ora sappiamo che quest'area è esclusa dal Progetto, ricadente nelle aree protette del Parco, che ora ne vengono escluse anche se viene comunque valutata l’opportunità di inserire il borgo di Coltano nel Progetto attraverso la rigenerazione urbana degli immobili di proprietà pubblica

Centro sinistra e centro destra, le istituzioni sono concordi su un punto per noi inaccettabile ossia la costruzione della nuova cittadella militare destinata a ospitare sede amministrativa e base addestrativa del Gruppo di intervento speciale (Gis), del 1° reggimento paracadutisti "Tuscania" e del Centro cinofili dell'Arma e dove confluiranno centinaia di militari delle polizie europee.

Questa base s'ha da fare perchè ce lo chiede la Bussola europea, secondo il disegno strategico che darà il via all'esercito del vecchio continente e a un sensibile aumento delle spese militare contraendo quelle sociali, per cultura, sanità e istruzione.

E noi del sindacato di base Cub sappiamo come qualsiasi militarizzazione del territorio sia non solo dannosa per l'ambiente ma rappresenti un ulteriore tassello del disegno volto alla guerra oltre a impegnare 190 milioni di euro che altrimenti potrebbero servire per bonificare l'area di Coltano e Ospedaletto e recuperare ad agricoltura biologica e allevamento quest’area limitrofa al Parco con un impegno statale per dare vita a coltivazioni innovative e a processi occupazionali con la creazione di cooperative.

Non è sufficiente spostare la base dal Parco, non è un risultato ma solo l'inizio di un percorso "tossico" che porterà le istituzioni locali e tante associazioni di categoria a barattare la militarizzazione dei territori con contropartite come il recupero di edifici pubblici, qualche progetto urbanistico non certo destinato all'edilizia popolare e magari salverà gli interessi della grande imprenditoria locale da tenersi buona in vista delle prossime elezioni a Sindaco.

Sindacato di base CUB PISA