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Alla vigilia della presentazione delle offerte vincolanti da parte di MSC-LH e CERTARES-AF-DELTA

CISL-UIL-ANPAC FIRMATARI DEL 2.12.2021 CHIEDONO AI PARTITI DI RESTARE FUORI DA ITA: C’È POSTO SOLO PER I SINDACALISTI?

Il fallimento dell’operazione ITA è ormai così evidente che non ci sono più possibilità di imbellettare la realtà di un progetto che ha manifestato da subito la sua assoluta inconsistenza industriale, pensato e avviato solo per passare di mano il controllo del trasporto aereo italiano alla concorrenza: I DATI SONO IMPIETOSI NONOSTANTE IL GOVERNO E I SINDACATI FIRMATARI FINGANO DI NON SAPERE, NON VEDERE E, SOPRATTUTTO, DI NON CAPIRE.

Le mirabolanti promesse di rilancio, di crescita industriale, nonché i programmi di assunzioni e piena occupazione sono già stati archiviati nel silenzio generale, anche di quei sindacalisti che, pur di firmare l’ennesimo accordo a perdere, si sono prodigati a spacciare le più sfacciate amenità, per poi sbrigarsi a sistemarsi a bordo della nano-compagnia, prima che fosse svelata a tutti l’ennesima stangata per migliaia di lavoratori.

Per carità, nessuna meraviglia dato che tutti sapevano come stessero le cose e quanto si celasse dietro la cortina di fumo preparata dalla propaganda del Governo Draghi, “coperta” dalle sue OO.SS. ma IL SOLLECITO ALLA PRIVATIZZAZIONE DI ITA, UFFICIALIZZATO DA ALCUNI SINDACALISTI APPARE SUPERARE IL LIMITE DELLA DECENZA: è inaccettabile e priva di legittimità la loro pretesa di gestire un bene collettivo alla stregua di una personale proprietà, arrivando ad indicare addirittura l’acquirente preferito, indifferenti agli interessi dei lavoratori e dei contribuenti.

Risibile poi la pretesa espressa da alcuni sindacalisti, come riportato nell’articolo del quotidiano La Stampa del 18.8.2022, che i partiti restino fuori da ITA: dopo anni di commistione politico-sindacale nella gestione della ex-Compagnia di Bandiera italiana, fino al recente passaggio degli asset da Alitalia a ITA, tale invito alle forze politiche appare suggerito dalla preoccupazione del probabile avvicendamento della maggioranza e dal cambio dei loro referenti al Governo, più che da una squisita intenzione di tutelare il futuro del comparto e ciò che resta della ex-Compagnia di Bandiera italiana.

In realtà tale pretesa appare ancora più assurda dopo l’annuncio degli ex-segretari nazionali di Cgil e Cisl (Camusso e Furlan) di candidarsi con il PD nella prossima tornata elettorale: la prova che il sindacato è ed è stato al servizio di certi partiti e, spesso, di Governi che hanno colpito sistematicamente i diritti dei lavoratori, non trovando alcuna opposizione da parte di chi non ha voluto e saputo affrancare il sindacato dagli interessi delle controparti e delle loro ramificazioni dentro e fuori il Parlamento, ribadendone l'autonomia e l’indipendenza (…emblematico l'appello di Landini a Draghi affinché non si dimettesse!).

La Cub Trasporti ribadisce di ritenere imperdonabile la decisione del Governo Draghi di smembrare Alitalia e di avviarne la liquidazione: la privatizzazione di ITA non è altro che un ulteriore passaggio verso la definitiva cessione del controllo del Trasporto aereo italiano nelle mani della concorrenza, a danno degli interessi dei lavoratori, del Paese e dei cittadini.

➢ E’ ora che a uscire dai luoghi di lavoro, ITA compresa, siano gli interessi di bottega e le clientele, nonché l’insipienza di un gruppo dirigente chiamato per liquidare.

➢ E’ ora che si lasci spazio alla tutela del futuro dei lavoratori e agli interessi della collettività.

Obiettivi questi che nessuno regalerà alla categoria e ai lavoratori in genere ma che si dovranno conquistare, liberandosi, in primis, dal servilismo sciocco e per nulla disinteressato di personaggi incapaci, arroganti e dediti a coltivare solo i propri tornaconti.

Roma 20.8.2022

CUB TRASPORTI