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Da due mesi ci sono duecento famiglie che aspettano lo stipendio che i lavoratori in servizio nei cantieri urbani gestiti da Dhi in provincia di Caserta, persone che a questo punto sono ridotte allo stremo e ancora attendono risposte chiare in merito all’evolversi della situazione.

I comuni in cui i lavoratori prestano servizio sono quelli di Mondragone, San Prisco, San Nicola La Strada, Curti, Macerata Campania, Santa Maria Capua Vetere, San Tammaro, Villa Linterno e Casagiove.

Flaica Cub è in prima linea nella difesa dei diritti di questi operatori, siano essi a contratto o precari, che in alcuni casi lavorano in cantieri dove i soldi a fine mese non arrivano da aprile.

“Ad oggi, conferma Giulio Testore, segretario provinciale Flaica Cub, registriamo che il 18 agosto scorso la Dhi è stata ammessa alla procedura di composizione della crisi-concordato preventivo, in bianco, per superare la crisi finanziaria nell’interesse dei creditori tutti”.

L’azienda fa sapere che “Il piano concordatario, che sarà incentrato sulla prosecuzione diretta dell’attività d’impresa impedirà che situazioni di crisi finanziaria come quella attuale possano ripetersi e consentirà di adempiere con regolarità le obbligazioni assunte successivamente alla presentazione del ricorso”.

“Ieri, martedì 20 settembre, siamo stati convocati in Prefettura a Caserta – spiega Testore – per la mancanza a tutt’oggi di alcune spettanze dei lavoratori e venerdì 16 si era tenuta la conferenza stampa di Dhi alla presenza dei sindacati. Purtroppo và rilevato che l’azienda non ha dato seguito agli impegni presi, non presentandosi il martedì in Prefettura inoltre i lavoratori non hanno ricevuto comunicazione alcuna in merito a quanto li riguarda. Per questo la Flaica Cub non può che considerare negativamente l’esito dell’incontro. A differenza della Flaica, le altre sigle sindacali che avevano sottoscritto lo stato di agitazione (Cgil, Cisl, Uil e Fiadel) si sono tirate indietro, dichiarandosi soddisfatti della riunione avvenuta in Prefettura. Flaica Cub non ci stà, attendiamo risposte chiare e per questo da qui a dieci giorni intendiamo proclamare uno sciopero”.