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Il cumulo della pensione di medici o lavoratori in quiescenza con lo stipendio da Dirigente della sanità è vietato dalla Legge: la Cub presenta un esposto alla magistratura puntando il dito contro i vertici della Regione Veneto

Riprendiamo il comunicato della Segreteria regionale CUB del Veneto del 22 giugno scorso (link al comunicato) dando conto di altri articoli di stampa che hanno ripreso la notizia. 
La Confederazione Unitaria di Base, appreso delle indagini della magistratura erariale in corso in Basilicata a carico del direttore generale della Usl potentina, dottor Giampaolo Stopazzolo, già dirigente apicale della sanità vicentina, a sua volta aveva provveduto a segnalare l'eventualità di "un indebito trattamento visto che la pensione e lo stipendio del dirigente vicentino sono cumulabili".
"Stando ai media nazionali e regionali - proseguiva il comunicato del 22 giugno - anche nel Nordest pare che ci siano casi simili che riguardano le direzioni di alcune Ulss venete. Si parlerebbe in tal senso del direttore dell'Azienda ospedaliera di Padova dottore Giuseppe Dal Ben, del direttore dell'Ulss 2 Treviso dottore Francesco Benazzi, del direttore dell'Ulss 3 Serenissima in Venezia dottor Edgardo Contato, del direttore dell'Ulss 8 Berica di Vicenza dottoressa Giuseppina Bonavina, del direttore della Fondazione Scuola di sanità pubblica di Padova dottore Francesco Cobello. Lo stesso dicasi per il direttore generale della sanità in Regione Veneto ossia il dottore Luciano Flor".

Va ricordato in questo senso che la legge Madia 124/2014 ha posto un esplicito "divieto alle pubbliche amministrazioni di attribuire incarichi direttivi, dirigenziali, di studio e di consulenza a soggetti già lavoratori privati o pubblici collocati in quiescenza". La circolare numero 6 del 2014 emanata allora dal Ministero della Funzione pubblica evidenzia, tra le altre, il "divieto di affidare incarichi di direttore sanitario a chi è in quiescenza. In particolare le amministrazioni devono evitare comportamenti elusivi della norma ovvero l'affidamento degli incarichi di direzione a chi è prossimo alla pensione".

Per queste ragioni la Cub ha presentato un esposto alla Guardia di finanza di Venezia e alle singole procure della repubblica del Veneto. 

"Al netto dei fatti sopra esposti - concludeva il comunicato della Cub Veneto - non possiamo non notare il silenzio abissale che sull'argomento è calato sulla giunta regionale e sui vertici amministrativi della Regione Veneto nonché su quelli delle Ulss: fatte salve alcune uscite più o meno insignificanti. Anche i gruppi in Consiglio regionale e la politica tutta, salvo qualche rarissima eccezione, sono rimaste in un imbarazzante silenzio che se non è sinonimo di complicità è sinonimo di tragicomica inconsistenza".



Video TG Vicenza del 23 giugno 2022 - Il Cub di Vicenza punta i fari sui dirigenti e i funzionari della sanità veneta. Presentato un esposto alle Fiamme Gialle e alle procure in cui si chiede di verificare l'eventuale violazione della legge Madìa. Intervistata MARIA TERESA TURETTA (Segretaria Cub di Vicenza).