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La legge vieta il cumulo della pensione di medici o lavoratori in quiescenza con lo stipendio da dirigente della Sanità: per questo la Cub Veneto ha presentato un esposto alla magistratura per fare luce su quanto passato ai vertici della Regione

Di seguito il Comunicato stampa di Cub Veneto sulla vicenda:
"Il cumulo della pensione di medici o lavoratori in quiescenza con lo stipendio da Dirigente della sanità è vietato dalla Legge: la Cub presenta un esposto alla magistratura puntando il dito contro i vertici della Regione Veneto.
Abbiamo appreso dalla stampa che in Basilicata sono in corso indagini della magistratura, si parla di magistratura erariale al momento, per l'incarico di direttore generale dell'Usl di Potenza affidato al dottor Giampaolo Stopazzolo, già dirigente apicale della sanità vicentina. Le indagini, da quanto si apprende, sono volte a verificare se ci si trovi di fronte a un indebito trattamento visto che la pensione e lo stipendio del dirigente vicentino sono cumulati.
Stando ai media nazionali e regionali anche nel Nordest pare che ci siano casi simili che riguardano le direzioni di alcune Ulss venete. Si parlerebbe in tal senso del direttore dell'Azienda ospedaliera di Padova dottore Giuseppe Dal Ben, del direttore dell'Ulss 2 Treviso dottore Francesco Benazzi, del direttore dell'Ulss 3 Serenissima in
Venezia dottor Edgardo Contato, del direttore dell'Ulss 8 Berica di Vicenza dottoressa Giuseppina Bonavina, del direttore della Fondazione Scuola di sanità pubblica di Padova dottore Francesco Cobello. Lo stesso dicasi per il direttore generale della sanità in Regione Veneto ossia il dottore Luciano Flor.
Proprio quest'ultimo, da quanto si apprende dai media, avrebbe ammesso che è a conoscenza delle indagini in Basilicata e contestualmente avrebbe dichiarato di avere avviato delle verifiche sulle singole posizioni dei manager della sanità veneta. Immaginiamo noi che tale verifica interessi anche la sua posizione personale.
Va ricordato in questo senso che la legge Madia 124/2014 ha posto un esplicito divieto alle pubbliche amministrazioni di attribuire incarichi direttivi, dirigenziali, di studio e di consulenza a soggetti già lavoratori privati o pubblici collocati in quiescenza. La circolare numero 6 del 2014 emanata allora dal Ministero della
Funzione pubblica evidenzia, tra le altre, il divieto di affidare incarichi di direttore sanitario a chi è in quiescenza. In particolare le amministrazioni devono evitare comportamenti elusivi della norma ovvero l'affidamento degli incarichi di direzione a chi è prossimo alla pensione.
Per queste ragioni la Cub ha presentato un esposto alla Guardia di finanza di Venezia e alle singole procure della repubblica del Veneto. Vogliamo capire se corrisponda al vero che i manager della sanità nominati dalla stessa Regione del Veneto percepiscano cumulativamente la pensione e lo stipendio da dirigente che attualmente si aggira sui 130 mila euro l'anno. Abbiamo deciso di agire in questo senso per permettere alle autorità preposte di individuare, ove emergessero, le responsabilità di ciascuno, ivi inclusa la sussistenza di eventuali condotte penalmente rilevanti e la sussistenza di danno erariale.
Al netto dei fatti sopra esposti non possiamo non notare il silenzio abissale che sull'argomento è calato sulla giunta regionale e sui vertici amministrativi della Regione Veneto nonché su quelli delle Ulss: fatte salve alcune uscite più o meno insignificanti. Anche i gruppi in Consiglio regionale e la politica tutta, salvo qualche rarissima eccezione, sono rimaste in un imbarazzante silenzio che se non è sinonimo di complicità è sinonimo di tragicomica inconsistenza".
Maria Teresa Turetta - Segreteria regionale Cub del Veneto

Linka all'articolo di "Vicenza Today": https://www.vicenzatoday.it/attualita/caso-dirigenti-aziende-sanitarie-venete-stupendio-pensione-cumulati-23-giugno-2022.html