Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

IL GOVERNO ATTUA UNA LIBERALIZZAZIONE CHE DANNEGGIA GLI INQUILINI E FAVORISCE LA DEREGULATION PER I CONTRATTI AGEVOLATI, ABOLENDO DI FATTO OGNI FORMA DI CONTROLLO.

Dichiarazione di Walter De Cesaris, Segretario nazionale Unione Inquilini.

“E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il cosiddetto 'Decreto Fiscale Semplificazioni'. Purtroppo l’allarme che avevamo lanciato nei giorni scorsi è rimasto inascoltato e all’articolo 7 è stata mantenuta la previsione che l’attestazione…, per la stipula dei contratti di locazione ad uso abitativo a canone concordato…, nonché dei contratti transitori e dei contratti di locazione per gli studenti universitari…, può essere fatta valere per tutti i contratti di locazione, stipulati successivamente al suo rilascio, fino ad eventuali variazioni delle caratteristiche dell’immobile o dell’Accordo Territoriale del Comune a cui essa si riferisce.

Peccato che il governo abbia 'dimenticato' che tra i criteri dell’attestazione c’è anche la verifica della congruità del canone rispetto agli accordi territoriali. 

La semplificazione, pertanto, avrebbe dovuto prevedere anche il mantenimento del medesimo canone precedente, o una sua diminuzione, in quanto, anche fermi restando gli accordi territoriali, andrebbe comunque verificato se eventuali aumenti restino o meno all’interno delle fasce di oscillazione in essi previste.

Questo senza, infine, che venga presa in considerazione la possibilità che nei contratti possano essere inserite condizioni vessatorie o comunque non corrispondenti a quanto previsto dagli accordi e più in generale dalla normativa.

Come è ben noto, specialmente per quanto attiene i contratti transitori e quelli per gli studenti universitari, tale possibilità è numerose volte perseguita e più volte, agli sportelli cui si rivolgono i nostri utenti, ci siamo imbattuti in casi di norme vessatorie o che introducevano possibilità di incrementi surrettizi del canone, riuscendo a eliminarle proprio grazie allo strumento dell’attestazione.

Siamo quindi di fronte a una norma che, sotto le mentite spoglie di 'semplificazione', è in realtà una vera e propria norma di liberalizzazione che sbilancia ulteriormente le condizioni contrattuali a favore della parte più forte.

A fronte dell’attestazione, il proprietario gode di una cedolare secca al 10% e una riduzione dell’Imu. Aumenti del canone diretti o surrettizi, senza prevederne esplicitamente il controllo per i contratti successivi al primo, favoriranno una speculazione selvaggia, continuando comunque a godere degli sconti fiscali.

Chiediamo al Parlamento di cancellare questa norma o quantomeno di modificarla radicalmente, inserendo l’obbligo dell’invarianza o diminuzione del canone e dell’immodificabilità delle altre norme contrattuali, rispetto al contratto originario”.