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Federico Giusti, delegato della CUB Pisa, ha rilasciato un’intervista a Casa del Sole TV, per raccontare gli intrecci politici, economici e di sicurezza nazionale e internazionale che ricadono sul territorio litorale pisano dove, a Tombolo, sorge la base militare statunitense di Camp Darby, la più grande al di fuori del suolo americano.

Da anni è attivo il movimento antimilitarista No- camp Darby, che si era e si è sempre opposto alla militarizzazione del nostro territorio per mano degli Stati Uniti, proteste che nel tempo per vari motivi avevano perso vigore ma che hanno ripreso con forza in occasione dello scoppio della guerra in Ucraina.
Recentemente l’opposizione della cittadinanza è riuscita a bloccare il tentativo di costruire una nuova base militare a Coltano ma sull’intera vicenda è calato un preoccupante silenzio mediatico e non vi è trasparenza sulle intenzioni delle amministrazioni locali rispetto alle richieste degli Stati Uniti.

Si tratta di una situazione che pone il nostro territorio in posizione di sudditanza rispetto agli USA e alla Nato, che da vent’anni tentano anche di convincere il governo italiano ad approvare la realizzazione di un collegamento tra la base di camp Darby e il mare, arrivando al porto di Livorno anche con il ripristino di un collegamento ferroviario. I lavori proseguono da almeno cinque anni, nonostante la ferma opposizione messa in campo da antimilitaristi e pacifisti, che non riescono a ottenere informazioni esaurienti in merito ai finanziamenti stanziati per questi lavori, che hanno comportato anche la costruzione o l’ampliamento di infrastrutture, e che non è chiaro se siano tutti a carico degli Stati Uniti o se verranno rimborsati solo in un secondo tempo, in ogni caso ponendo un problema di ingerenza nell’autonomia delle decisioni che spetterebbero agli enti locali e nazionali italiani.

Link Intervista a Casa del Sole TV_Giusti_Cub_Pisa