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Straordinario intervento, di lucidità cristallina, quello svolto da Dionisio Masella nell'ambito dell'incontro effettuato sabato scorso al Circolo di Unità Proletaria in Viale Monza a Milano con il prof Gabriele Pastrello dal titolo "Il capitalismo italiano alla prova del PNRR.
Masella infatti spiega in modo articolato e razionale come sia stato smantellato lo stato sociale e il mondo del lavoro in Italia dal 1992 in poi. Ed illustra in che modo il potere d'acquisto dei salari sia stato depauperato, e impoverita un'intera generazione. Con l'avvento dell'outsourcing le aziende hanno colpito la classe operaia, privato parte della manodopera italiana messa nelle mani di chi con la forza lavoro ha potuto speculare, arrivando a farla gestire dalla malavita.
Masella fa molto di più: spiega perché è tornata l'ora in cui il sindacato debba decidere del proprio destino, indicando cosa dare al lavoratore e non vosa accettare di prendere "come hanno fatto i sindacati, soprattutto al sud, dove un milione di giovani ha lasciato la propria terra." Infine sfida il governo Draghi: dobbiamo avere il coraggio di dire che servono più opere pubbliche, per il ripristino del dissesto idrogeologico, per esempio, e per incrementare la domanda e la spesa interna. Infine rilancia la questione delle questioni: i salari. Troppo bassi.