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Il sindacalismo di base e conflittuale verso lo sciopero generale per arginare lo sfruttamento sociale, operaio e studentesco in un contesto regolato dall’Economia di guerra che colpisce i salari, incrementa e giustifica lo sfruttamento, azzera i diritti.

 

Un’altra morte, questa volta si tratta di uno studente in alternanza scuola-lavoro, che si somma allo stillicidio di casi – quest’anno si contano già 1.080 vittime - e che non sono più tollerabili. Nell’industria, in agricoltura, finanche nel terziario le misure per garantire la sicurezza dei lavoratori andrebbero applicate con il massimo rigore. Non è possibile assistere ancora al ripetersi di avvenimenti che troppo spesso vedono lavoratori perdere la vita o rimanere gravemente feriti, spesso con conseguenze permanenti.

L’ultimo caso in ordine di tempo quello dello studente di Noventa di Piave Giuliano De Seta, di soli 18 anni, che venerdì 16 settembre è perito in una fabbrica dove stava svolgendo uno stage aziendale: Investito da una lastra d’acciaio, la sorte di Giuliano richiama quella analoga di un altro studente, Lorenzo Parrelli, anch’egli morto mentre svolgeva uno stage perché travolto da una pesante trave.
“Nel solo 2022 è il terzo studente che muore durante uno stage aziendale – dichiara Natale Alfonso coordinatore nazionale CUB Scuola Università Ricerca - un dato inaccettabile così come è inaccettabile la strage che si consuma quotidianamente sui posti di lavoro”.

“Il ministro Bianchi – prosegue Alfonso - ha dichiarato di aver ‘appreso con dolore della tragedia’. Lo invitiamo a riflettere sul concetto di ‘scuola affettuosa’ che gli è tanto caro e registriamo che questa volta ha mostrato il buon gusto di non promettere l’apertura di un inutile tavolo per la sicurezza, come aveva fatto dopo la morte dello studente Le Noci. Da quel fantomatico tavolo, ovviamente, non è sortito alcun provvedimento concreto.

Il fatto è che Giuliano non doveva essere in fabbrica ma stare a scuola e lì formarsi come cittadino, imparare quei diritti e quei doveri che ci distinguono dai ‘sudditi’, primo fra tutti il

diritto a un lavoro sicuro e a uno stipendio dignitoso.

La morte di Giuliano ci addolora e suscita rabbia perché si poteva e si doveva evitare. Basta capire che la scuola non deve preparare al lavoro disponibile (scarso, precario, insicuro e sottopagato) ma deve piuttosto proporsi come luogo di organizzazione delle conoscenze, formazione di coscienze critiche, educazione all’affermazione dei diritti civili e sociali. Perciò ogni forma di alternanza scuola lavoro, comunque denominata, deve finire. Come sempre saremo al fianco degli studenti nella battaglia

per far cessare questo lavoro non retribuito che costituisce un altro passo nella soggezione della scuola alle esigenze dell’impresa; permette l’esternalizzazione dei costi di formazione dei lavoratori, che sono posti a carico della spesa pubblica; diventa un’occasione di ‘formattazione’ delle nuove generazioni all’ordine sociale esistente nel quale il lavoro e infine la vita stessa si devono considerare perennemente a rischio pur di garantire i profitti”.

 

ADL Varese, A.L. COBAS, COBAS SARDEGNA, CONFEDERAZIONE COBAS, CUB, LMO (LAVORATORI METALMECCANICI ORGANIZZATI), SGB (SINDACATO GENERALE DI BASE), SGC (SINDACATO GENERALE DI CLASSE), SICOBAS, UNICOBAS-CIB, USB USI-CIT.