Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Lettera aperta di un dipendente  sostenuto dalla Cub di Pisa

A seguito dell'ennesimo episodio di violenza ai danni di un autista di Autolinee Toscane gli autoferrotranvieri non possono più limitarsi alle semplice proteste sui social e sulle chat, devono prendere  direttamente l'iniziativa senza affidarsi ai soliti sindacati che da anni conoscono il problema ma non intendono affrontarlo nei termini giusti che a nostro avviso sono la chiusura delle cabine guida  di cui avevamo parlato, prima della Pandemia, con il ministero. 

Sono all'ordine del giorno le aggressioni ai danni degli autisti che al contrario di altre figure professionali non hanno le necessarie tutele. 

Ma al contempo il problema è anche di natura sociale, i servizi pubblici in alcune ore e tratte sono ormai ridotte alla stregua di una corriera in terra abbandonata. 

Qualcuno invoca ordine e repressione, noi pensiamo che si debba partire da scelte semplici come la riduzione degli orari di guida, la chiusura delle cabine guida, un dispositivo di sicurezza che colleghi l'autista con una centrale operativa, una campagna di sensibilizzazione della cittadinanza che parta dalla valorizzazione del trasporto pubblico e del suo personale.

Di questo vorremmo si parlasse pubblicamente senza limitarci ai soli fatti di cronaca...

Sportello salute e sicurezza nei luoghi di lavoro Cub Pisa