SODDISFAZIONE DELLA CUB PER LA PARTECIPAZIONE ALLO SCIOPERO GENERALE IN DIFESA DEI DIRITTI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Milano, 24 ottobre – Cortei e presidi in 6 piazze italiane (Milano, Napoli, Roma, Torino, Catania, Padova), scioperi che hanno coinvolto tutte le categorie dei settori pubblici e privati, dalla Sanità alla Scuola, dai Trasporti all’Industria e allo Spettacolo. Questa la risposta alla giornata di sciopero generale a livello nazionale indetto dalla CUB.

Iniziative per rivendicare i diritti contro la precarietà: un lavoro stabile e tutelato, il diritto all’istruzione, il diritto alla Salute e a redditi dignitosi per lavoratori e pensionati.
“E’ l’inizio di un percorso – ha dichiarato Marcelo AMENDOLA, Segretario generale della CUB – E questa è stata una giornata di grande mobilitazione malgrado le difficoltà per la questione Covid. La risposta avuta dai lavoratori è la dimostrazione della necessità di far sentire la propria voce”.

“L’emergenza – ha sottolineato Marcelo AMENDOLA - sta diventando la scusa perfetta per precarizzare sempre di più il lavoro. Lo prova la richiesta degli imprenditori che spingono per poter licenziare liberamente per poi riassumere con nuovi contratti e con nuove assunzioni. Questo significa togliere manodopera garantita dal mondo del lavoro e riassumere nuove figure di lavoratori precari”.

“In Italia la precarietà aumenta in maniera costante – ha precisato Walter MONTAGNOLI, Segretario nazionale della CUB - Sono milioni le persone rimaste senza lavoro: pensiamo a tutto il settore del Turismo, al Commercio a quello della piccola distribuzione. La precarietà aumenta a vista d’occhio e si sta sfruttando l’emergenza Covid per aumentarla ancora di più. Con questa crisi possiamo uscirne in due modi: o con un peggioramento generalizzato delle condizioni di lavoro e di vita di milioni di persone oppure con un cambiamento epocale che avviene con la ridistribuzione del reddito, della ricchezza e dei diritti”.

Marcelo AMENDOLA ha anche risposto alle critiche arrivate in questi ultimi giorni, contro lo sciopero generale: “Chi pensa che sia da irresponsabili scioperare, lo fa soltanto perché non è un è un lavoratore, cioè è una persona che non vive dello stipendio. Chi ha il problema di guadagnarsi il pane tutti i giorni sa bene quanto sia stato importante scioperare oggi. E rispondo che preferisco essere irresponsabile piuttosto che colluso”.

www.cub.it

info ufficio stampa: 333 9141688

 
 
 
 

 

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