CONGRESSO NAZIONALE 27-28-29 giugno 2002

(flmuniti – flaicauniti - a.ll.c.a. - cub informazione - cub tessili)

ORDINI DEL GIORNO


Democrazia e funzionamento degli organismi

Il congresso ritiene che nei direttivi debba essere garantita una presenza adeguata di donne, immigrati e giovani.

I comitati direttivi sono impegnati ad una sessione di approfondimento da avviare in contemporanea con la elezione delle segreterie con lo scopo di individuare il più democratico funzionamento delle strutture a partire dal collettivo aziendale degli iscritti, al direttivo di categoria e CUB a livello locale (zona, provinciale e il nuovo livello regionale) e nazionale.


Un segno della vitalità democratica è la effettiva decisione preventiva e gestionale delle scelte politiche sindacali prese negli organismi e tal fine la periodicità stretta è elemento indispensabile per evitare che scelte vengano prese sopra e al di fuori degli organismi decisionali.

I direttivi nazionali e locali terranno conto nella definizione del bilancio di una quota per il funzionamento degli organismi.

Il problema del potere e della democrazia sempre più ampia non dipende da composizioni che formalmente escludano dalle segreterie i cosiddetti sindacalisti a tempo pieno ma dal fatto che effettivamente per ogni scelta ci sia un coinvolgimento e una verifica degli orientamenti negli organismi.

La tecnologia, l'uso delle e mail può consentire, non esaurire, rapidità nelle verifiche delle scelte da intraprendere.

Approvato a maggioranza (11 contrari e 10 astenuti)

Unità del sindacalismo di base

La CUB nasce con l'obiettivo di costruire una alternativa sindacale confederale intercategoriale e anche con l'obiettivo di unificare il sindacalismo di base. In dieci anni sono nate diverse altre realtà che hanno un loro specifico radicamento e il moltiplicarsi delle sigle rende difficile ai lavoratori una individuazione della alternativa sindacale.

Dobbiamo mantenere le nostre peculiarità e la nostra indipendenza, tenere ferma la necessità di costruire una alternativa sindacale ai sindacati concertativi e quindi la necessità di percorsi di lotta ma soprattutto di piattaforme alternative, di modalità democratiche nel rapporto con i lavoratori e al nostro interno.

La Cub, il maggiore sindacato di base ha la responsabilità à di fare una proposta di unità alle altre forze del sindacalismo di base, di renderla esplicita ai lavoratori, di individuare i passaggi utili, necessari, possibili.

Si deve puntare a stabilire con chi ci sta ad un rapporto stabile che porti ad un lavoro comune degli organismi direttivi con l'obiettivo della costruzione di un'unica organizzazione.

Con altre realtà non disponibili a questo primo livello si deve puntare ad una unità su alcune campagne (precariato, diritti, democrazia, partecipazione unitaria alle elezioni RSU, ecc).

 Approvato (4 astenuti)

 Social Forum Europeo

Porto Alegre 2002 a cui abbiamo dato l'adesione ha deciso la costruzione dei Social Forum continentali e quindi in vista della scadenza del Social Forum Europeo che si terrà a i primi di novembre 2002 a Firenze si conferma la necessità di un impegno diretto al fine di andare ad un confronto su alcuni temi, in particolare: precariato, privatizzazioni e rischi industriali e ambientali (vedi petrolchimico).

La presenza di varie realtà sindacali che vogliono costruire una alternativa alla CES rende importante una nostra larga presenza per ampliare le potenzialità di sviluppo del lavoro.

La partecipazione ai seminari sulla globalizzazione, la guerra e la democrazia e diritti consentirà al nostro quadro di attivisti e dei direttivi di acquisire importanti elementi oltre che partecipare e contribuire ad orientare i dibattiti.                                       

 Approvato (2 contrari e 1 astenuto)

Libertà di riproduzione assistita (Legge 147)

Protestiamo contro la legge 147 sulla procreazione medicalmente assistita proposta dalla maggioranza di centro-destra, che è in discussione in parlamento in questi giorni. Invitiamo donne e uomini ad organizzare iniziative per la conoscenza dei contenuti della legge sul territorio, perché questa legge sta passando quasi sotto silenzio, e alla grande manifestazione nazionale che si terrà il 6 luglio a Roma.

La legge 147 rappresenta un grave pericolo per le donne e gli uomini del nostro paese, perché permette che lo Stato decida quali sono le donne che possono realizzare il loro desiderio di maternità e quali no.

 La libertà di scelta delle donne sulla maternità  viene limitata e normata  dallo Stato in base ad una falsa morale cattolica integralista  della maggioranza del parlamento, secondo convinzioni ideologiche in contrasto con i principi dello Stato laico, non condizionato da concetti morali religiosi. Diciamo ai parlamentari che voteranno questa legge di evitare di criticare i paesi di religione musulmana restrittiva dei diritti delle persone, quando nel nostro paese passano esattamente le stesse logiche.  

Noi pensiamo che il desiderio di maternità non sia dovere delle donne, perché le donne sono libere di volere e di non volere figli, ma quando lo desiderano una legge non può porre limiti secondo convinzioni ideologiche:

·    possono usufruire delle tecniche di riproduzione assistita solo le coppi regolarmente sposate, o, per ora, le coppie di fatto, ritorniamo così ad elogiare la famiglia regolarmente istituita

·    la riproduzione medicalmente assistita può avvenire solo all'interno della coppia, vieta i donatori esterni, riconoscendo così solo la genitorialità biologica e non dei genitori che amano, crescono e accudiscono i figli sia che siano naturali o no. Si vorrà proibire anche l'adozione in base a questi principi?

·    le donne sole non possono accedervi, come a dire che le donne madri separate o divorziate non hanno allevato figli da sole

·    le coppie omosessuali non possono accedervi, vale a dire la giusta e vera sessualità è quella normale", il diverso è punito

·    la legge limita il congelamento degli embrioni, potranno essere impiantati nell'utero della donna solo al massimo tre embrioni.

·    è come proibire di fatto la procreazione, con pericoli di eventuali gravidanze multiple oppure non dare alcuna Possibilità à di riuscita dato il numero limitato di tentativi di inseminazione

·    la sanità pubblica non si farà carico della procreazione medicalmente assistita. Potranno accedervi coloro che hanno soldi per pagarsela. Noi vogliamo invece regolamenti che garantiscano trasparenza e sicurezza sanitaria dei centri adibiti alla procreazione, all'interno della sanità pubblica, a disposizione di tutti donne e uomini che vogliono realizzare il desiderio di maternità    

Questa legge vuole affermare il principio che solo nella famiglia”regolare" è possibile la riproduzione medicalmente assistita inoltre considerando l'embrione come essere umano, si vuole rimettere in discussione anche la legge sull'aborto.

La legge riconosce i diritti del concepito, un attacco vero e proprio alla legge 194 sull'aborto, si vuole così creare una contrapposizione tra il diritto del nascituro e quello consapevole della madre. Una donna non può più decidere da sola se avere o non un figlio, viene completamente deresponsabilizzata e relegata a pure contenitore biologico. Sono evidenti i pericoli di attacco alla legge 194, raggiunta con una grande battaglia di civiltà e di rispetto dei diritti delle donne e delle loro libere scelte.  

Questo congresso fa proprie le ragioni sopra esposte contro la legge 147 in discussione in parlamento e aderisce a tutte le iniziative messe in campo per contrastarla, aderisce alla Manifestazione Nazionale del 6-Luglio a Roma partecipando attivamente come forza sindacale in difesa dello Stato laico e della libertà di scelta delle donne.

Approvato (6 contrari e 1 astenuto)

Questione femminile e pratica del sindacato di base

Al Congresso della FLMUniti, FLAICA Uniti, ALLCA, CUB Informazione, CUB Tessili, tenutosi a Milano il 27-28-29 giugno 2002, ci siamo riunite in un gruppo di donne che hanno sentito la necessità di confrontarsi sulle tematiche femminili. Consideriamo questo un punto di partenza, perché la questione femminile sia presente nella nostra pratica sindacale in tutte le istanze.

Riteniamo fondamentale la presenza delle donne a tutti i livelli (anche negli organismi dirigenti, sia territoriali che nazionali) nella CUB, come arricchimento della nostra organizzazione, così pure è imprescindibile valorizzare la specificità femminile all'interno dei rapporti di lavoro e nella linea politico-sindacale da portare avanti.  

Detto questo, le tematiche che proponiamo al Congresso sono le seguenti:  

Diciamo NO al taglio della spesa pubblica, per rilanciare i servizi sociali. Le privatizzazioni dei servizi socio-sanitari volute dai governi di centro-sinistra ieri, ed oggi dal governo di destra, hanno favorito lo smantellamento dei vari servizi (i consultori, i servizi all'infanzia, sanitari, rivolti agli anziani, i centri giovanili).  Al loro posto si sono finanziati con denaro pubblico i servizi privati, spesso cattolici e finalizzati ai profitti. Si è così peggiorato sia in termini di qualità che di quantità gli stessi.

Le donne vengono di nuove relegate all'interno della famiglia e delle mura di casa, su di loro si scarica il peso del lavoro, di produzione e di riproduzione. All'interno della casa si relegano le donne e i bisogni familiari, isolando ed escludendole dalla presenza nella vita sociale, politica e del lavoro.  

Anche il lavoro precario e i salari bassi fanno sì che diventi conveniente tenere le donne a casa. Noi siamo per il rilancio dei servizi sociali pubblici che si possono sviluppare solo sotto il controllo della collettività. Siamo per il rilancio della presenza femminile, nei ruoli e nei luoghi pubblici, per l'affermazione del punto di vista femminile in ogni ambito, per l'emancipazione delle donne nella vita sociale e del lavoro.

Ci diciamo contrarie al pacchetto Treu ed a tutte le leggi che hanno istituzionalizzato il ricatto occupazionale.

Sono le donne quelle più penalizzate nei lavori precari ed atipici, insieme ai giovani ed agli immigrati. I primi contratti di lavoro  non rinnovati sono quelli delle donne o nelle piccole aziende siamo spesso costrette a sottoscrivere preventivamente le dimissioni in caso di maternità, siamo sottoposte al momento dell'assunzione a colloqui ed analisi accertanti il desiderio o lo stato di gravidanza.  

Riteniamo che il modello liberista esprima dei valori diametralmente opposti a quelli delle donne. Il capitalismo esclude il genere femminile dalla vita lavorativa e dal riconoscimento professionale, premiando invece la competitività, la fedeltà e l'obbedienza, lo spirito di squadra in nome del profitto.

Come CUB e come sindacati di base dobbiamo lottare ed impegnarci per cambiare tutto questo, e perché la differenza femminile sia riconosciuta come valore che arricchisce il nostro sindacato e la societàà. Nella nostra pratica sindacale quotidiana dobbiamo ricordarci sempre di rappresentare gli interessi dei lavoratori, uomini e donne che, in quanto tali, sono diversi e vivono condizioni differenti.  

Alle aziende devono essere richiesti i dati sugli occupati disaggregati anche per sesso e pretendere che le percentuali di occupazione femminile vengano mantenute ed aumentate, come previsto dalla legge 125/91. Siamo contrarie all'innalzamento dell'età pensionabile e al taglio delle pensioni. Siamo contrarie al lavoro notturno, sia femminile che maschile.

Siamo nemiche della guerra e della globalizzazione che vuole annullare le differenti ricchezze di storia e cultura per imporne una unica, quella mostruosa del profitto e della guerra, a danno dei popoli, dell'ambiente, delle persone ed in particolare dei poveri e delle donne. Chiediamo che la CUB e i sindacati di base s'impegnino maggiormente su questi temi con tutte quelle organizzazioni che si stanno già battendo per questi obiettivi che sono vitali per il futuro nostro e del mondo intero.  

Approvato all'unanimità

Per il coordinamento del Gruppo Rinascente-Sma-Auchan

Il rinnovo contrattuale del gruppo Rinascente-Sma-Auchan evidenzia ancora una volta la volontà da parte dei confederali attraverso meccanismi più o meno ortodossi di escludere le liste della Flaicauniti-CUB dalle elezioni delle RSU.

Questo perchè là dove i nostri rappresentanti vengono eletti, vedi Auchan di Vimodrone, tramite iniziative sindacali, mirate e costanti, hanno messo in seria difficoltà i confederali, dimostrando ai lavoratori una maggiore incisività e risolutezza, alle problematiche dei lavoratori stessi, portando di fatto un netto miglioramento di vita all'interno dell'azienda.

Abbiamo notato, che aggiungendo a questo, una costante informazione tramite internet e siti cub.it e associazionissima.it, l'immagine del sindacato ne è uscita rafforzata in maniera notevole, permettendoci di cogliere due obiettivi:

1)  una circolazione puntuale e rapida di tutte quelle notizie di cui i lavoratori hanno bisogno e a cui possono accedere in maniera semplice

2)  la Possibilità à di colpire il lato debole delle aziende commerciali: l'immagine non a caso è uno degli strumenti più temuti dal nostro gruppo e quello che ci sta dando maggiori risultati.

Partendo da questa esperienza, proprio durante lo svolgimento del congresso è nata l'idea e la volontà di creare una rete informatica che abbracci l'intera realtà del gruppo a livello nazionale.

Siamo convinti che questo rappresenti un valido strumento di visibilità, da parte del sindacato, sia all'interno che all'esterno del nostro gruppo aziendale, che evidenzia e rafforza il nostro modo di fare sindacato alternativo.

Riteniamo necessario costituire un Coordinamento nazionale e territoriale capace di individuare tramite il confronto con altre realtà commerciali della grande distribuzione, che sia in grado di elaborare progetti comuni estesi a livello nazionale, in quanto i grandi gruppi commerciali sono dislocati sull'intero territorio nazionale.

Non dimentichiamo inoltre che a livello mondiale, oggi la maggior parte del capitale ruota attorno al commercio, e quindi alla produzione e distribuzione di beni di consumo, ruolo che l'Italia a livello europeo occupa al primo posto.                                                     

Approvato 3 astenuti

Orario di lavoro: cambi del vestiario o passaggio di consegne

La Flaicauniti (settore agroindustria) propone al congresso nazionale di far propria e rilanciare la riduzione dell'orario di lavoro anche attraverso piattaforme aziendali e/o vertenze individuali utili a poter ridurre il tempo di lavoro effettivo, attraverso quello che già oggi le aziende impongono come aggiunta al tempo di lavoro normale.

Ovvero il tempo per vestirsi e/o per il passaggio di consegne tra un turno e l'altro (vedi il volantino della Flaica distribuito al congresso).

Infatti sia una sentenza della Cassazione del 1998 che la recente sentenza del tribunale di Lodi (riguardante la Bindi) ritengono valida la tesi dei lavoratori, che il tempo per vestirsi e/o prepararsi per il lavoro rientri tra il tempo stesso di lavoro (nel caso della Bindi di San Giuliano Milanese) il tempo riconosciuto è stato di un ¼ d'ora.

La Flaicauniti ritiene che non solo il tempo per vestirsi ma anche tutti quegli obblighi, tipo il passaggio di consegne inerenti al lavoro rientrino nel tempo effettivo di lavoro e quindi di riduzione di orario.

Invitiamo tutto il settore Agro-alimentare ad inserire nelle future piattaforme integrative aziendali e o di settore tale problematica e far propria la tesi, che il tempo per vestirsi e/o prepararsi al lavoro deve essere considerato tempo di lavoro a tutti gli effetti.

Invitiamo altresì tutte le categorie dell'industria e non con problemi analoghi al nostro settore ad intraprendere iniziative di lotta e rivendicazioni utili a ridurre l'orario di lavoro per migliorare la qualità di vita dei lavoratori.                                                                    

Approvato (3 astenuti)

Solidarietà con i popoli Palestinese e Argentino

Il congresso FLMUniti, Flaicauniti, ALLCA, CUB Informazione e CUB Tessili esprime tutta la sua solidarietà al popolo palestinese in lotta per la costruzione di un proprio stato libero e indipendente e ai lavoratori e ai piqueteros argentini in lotta per la difesa delle proprie condizioni di vita e per la propria sopravvivenza messa in discussione dalle scelte liberiste del FMI (Fondo Mondiale Internazionale) e dei vari governi succedutisi alla guida del paese, fino all'attuale governo Dualde.

Il congresso si impegna ed impegna gli organismi dirigenti a sostegno delle mobilitazioni in corso a fianco del popolo palestinese e argentino e ad attivarsi per mettere in campo le iniziative più ampie e unitarie possibile in tale direzione.                                                          

Approvato (1 astenuto)

Sostegno alla lotta dei lavoratori ERC Necchi

La Lombardia viene definita la regione dove vi è la massima occupazione, questo però non può essere sostenuto da chi ha di fronte tutti i giorni la propria realtà locale. Caso limite si può definire la provincia di Pavia, dove negli ultimi tre decenni si è vista la quasi completa de-industrializzazione, che ha portato alla perdita di migliaia di posti di lavoro.

Ultimo baluardo della vocazione industriale della città e della provincia di Pavia è la ERC, ex Necchi, che con i suoi 430 operai rimane comunque la più grande fabbrica della provincia. La ERC è oggi in attesa della decisione del giudice che deve valutare la relazione depositata dal commissario giudiziale presso il tribunale di Pavia.

Tale relazione è orientata alla ripresa dell'attività produttiva, ma dei 430 lavoratori solo una metà ha una reale Possibilità à di rientro. Ad oggi tutti i lavoratori sono in cassa integrazione.

Per la situazione della ERC, ma non solo, per tutte le realtà produttive che in Lombardia rischiano la chiusura o il ridimensionamento, proponiamo che i futuri organi dirigenti che saranno eletti dal congresso nazionale del settore privato della CUB si impegnino per organizzare uno sciopero regionale con una manifestazione a Pavia in difesa di tutti i posti di lavoro a rischio da tenersi in tempi rapidi.                                             

Approvato (2 astenuti)

Contro l'assimilazione delle lotte sociali al terrorismo

Il congresso esprime la più ferma condanna ai pericolosi tentativi di assimilare la lotta sociale agli atti terroristici, in atto in questi giorni nei confronti del segretario della Cgil e, precedentemente, indirizzate al sindacalismo di base.

Luglio 2002 la CUB a Genova

L'assemblea congressuale delle categorie FLMUniti, Flaicauniti, ALLCA, CUB Informazione e CUB Tessili intende partecipare alla tre giorni che si svolgerà a Genova il 19-20 e 21 luglio per ribadire, dopo lo sciopero e la manifestazione del 20 luglio 2001, la contrarietà alle politiche del G8 (prossimamente G9) e per la costruzione di un mondo migliore.

A tal proposito a stretto giro si verifica con le altre strutture CUB la adesione.

Già da subito si invitano le realtà aziendali e locali a predisporre una partecipazione collettiva in preparazione della manifestazione di sabato 21 luglio.                       

Approvato (1 astenuto)

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