I vertici dell'azienda non hanno soddisfatto le richieste del sindaco di Verona sulla gestione delle relazioni sindacali e così Sboarina

ha chiesto al suo assessore al personale di occuparsene

Ieri mattina, 11 gennaio, Il sindaco di Verona Federico Sboarina e l'assessore al personale Daniela Maellare hanno incontrato il personale di Agec in sciopero, insieme ai rappresentanti sindacali di Flaica Cub, Cisl, Cgil, Uil, Csa Ral e Rsu aziendale di Agec.

Lo stato di agitazione è stato proclamato dai sindacati che denunciano una sostanziale inerzia dei vertici aziendali Agec nei confronti delle istanze sollevate dai lavoratori a partire dallo scorso 22 ottobre. Richieste che vertono su tre problematiche specifiche: progressioni economiche, salario accessorio e Fis. Una questione che si trascina da tempo e per la quale il sindaco aveva formalmente invitato presidente e direttore di Agec, rispettivamente Roberto Niccolai e Marco Peretti, a riprendere la trattativa al fine di ripristinare il corretto proseguo delle relazioni sindacali. Nella richiesta da lui formulata, il sindaco aveva evidenziato che: «Uno sciopero del personale addetto ai servizi destinati ai nostri cittadini più giovani sarebbe estremamente dannoso per le famiglie».

«La situazione delle relazioni sindacali all'interno di Agec - ha dichiarato ieri Sboarina - passa ora nelle mie mani. I vertici aziendali non hanno ristabilito relazioni sindacali di confronto come avevo chiesto, non facendo rientrare lo stato di agitazione. Delego quindi l'assessore Maellare a rapportarsi coi vertici sindacali, per raggiungere quanto prima una risoluzione dei problemi per andare incontro alle richieste dei lavoratori».


«L'ambito dell'infanzia e della gestione dei servizi di asili nido fino alle scuole elementari - ha precisato l'assessore Maellare - rappresenta un settore particolarmente delicato, in cui è bene venga mantenuto un positivo ambiente di lavoro. Un dipendente sereno e soddisfatto eroga un servizio migliore che è destinato ai bambini. Bisogna quindi evitare di creare tensioni all'interno della struttura educativa e bisogna ascoltare i lavoratori».

Ma su Agec ha espresso il suo parere anche il consigliere di minoranza Michele Bertucco, secondo il quale, al di là delle rivendicazioni sindacali, ci sarebbe una profonda crisi all'interno dell'azienda che gestisce gli edifici comunali e non solo. Una crisi di identità ed una mancanza di prospettive. «I debiti accumulati con l'acquisto delle farmacie e una gestione non ottimale delle attività frenano lo sviluppo del settore immobiliare - ha spiegato il consigliere di Verona e Sinistra in Comune - Inoltre, il piano di internalizzazione delle mense, su cui siamo d'accordo, è stato messo in dubbio dagli stessi revisori dei conti che non vedono i necessari spazi di manovra dal punto di vista finanziario». Per Bertucco, ci si dovrebbe preoccupare della sostenibilità economica del piano di internalizzazione delle mense, ma è anche necessario che ad Agec siano garantiti «i fondi necessari per prepararsi ad affrontare l'emergenza abitativa quando (speriamo il più in là possibile) prima o poi finirà la moratoria sugli sfratti».

 

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