SCIOPERO INTERO TURNO GIOVEDÌ 26 N0VEMBRE 2020 PRESIDIO AL MISE DALLE ORE 10 – VIA MOLISE  



Milano, 25 novembre 2020 – Incrociano le braccia per un intero turno i lavoratori della Western Union, società dei money transfer.
Il sindacato CUB ha indetto una mobilitazione e un presidio al Mise , di via Molise a Roma a partire dalle 10:00.

La CUB denuncia la volontà della WU di alleggerire l'organico della Srl italiana di 90 persone su 129: “La crisi non c’è per la Western Union – dichiara Antonio AMOROSO, - ma pretende lo stesso di licenziare in Italia e delocalizzare in Grecia e Lituania: inseguendo la crescita dei margini di profitto la multinazionale americana decide di lasciare a casa 90 lavoratori su 129, tra Roma e Milano, pur di inseguire all’estero la crescita dei margini di profitto che ha già realizzato e che continuerà a registrare anche nel nostro Paese”.

I lavoratori a rischio sono dipendenti della società Western Union Retail Services Italy (W.U.R.S.I.), appartenente al gruppo della multinazionale americana. La sezione italiana ha proposto un incentivo all’esodo ai dipendenti italiani impattati dalle conseguenze della delocalizzazione, precisando, però, che in mancanza di una adesione “volontaria”, appena sarà revocato il blocco dei licenziamenti definito dal Governo in questa delicatissima fase per l’Italia, procederà con l’avvio delle procedure finalizzate ad espellere il personale dall’azienda.

“La decisione della Western Union, di fatto, - precisa Antonio AMOROSO - non è stata assunta dal management della multinazionale americana per far fronte ad una crisi ma la riorganizzazione che ne deriva ha, con ogni probabilità, il preciso scopo di ridurre il costo del lavoro, garantendo un aumento degli utili agli azionisti”.

NON C’È LA CRISI MA SOLO LA PRETESA DI AUMENTARE I SUOI PROFITTI.
QUINDI DELOCALIZZARE È SACCHEGGIARE!
IL GOVERNO BATTA UN COLPO: FERMATELI!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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