Dopo 13 incontri tra FIOM, FIM, UILM e Federmeccanica, si apprende della “rottura delle trattativecosa sia emerso dai tanti incontri, ai lavoratori non è dato saperlo.


Già con il CCNL del 2016 i confederali avevano dimostrato di acconsentire a tutte le pretese dei padroni (quasi nulla di aumenti salariali, uno strumento legato alle previsioni inflazzionistiche (ipca) massima flessibilità oraria e incremento delle ore lavorate con straordinari obbligatori a fronte di più precarizzazione della forza lavoro e cassa integrazione a iosa, introduzione della sanità privata con il fondo Metasalute).

Con l’evento della pandemia, l’azione delle burocrazie sindacali, FIM-FIOM-UILM è stata evidente nel sostenere l’arroganza padronale nel considerare carne da macello i lavoratori.

Oggi la vera discussione al tavolo tra associazioni datoriali e CGIL-CISL-UIL è il “Patto per la fabbrica” sottoscritto dagli stessi il 9.03.2018 che si riversa anche nel confronto tra Federmeccanica, Assistal e FIM- FIOM-UILM.
Una sorta di patto sociale dove le esigenze e la necessità dei lavoratori si trasformano in collaborazione e sottomissione alla necessità sempre più pressante dello sfruttamento praticato dalla classe padronale all’interno del sistema capitalista, dove il conflitto capitale/lavoro viene eluso in una sorta di collaborazionismo.
In un contesto dove in molti si sono riempiti la bocca di frasi quali “Il servizio sanitario pubblico è stato negli anni, smantellato e la pandemia ha evidenziato che va sostenuto e rafforzato” in realtà si continua a volere potenziare i fondi della sanità privata all’interno del CCNL. Un modello privatistico che l’emergenza sanitaria ha messo a nudo i nefasti limiti.
Una rottura delle trattative senza una vera mobilitazione è una falsa rottura.
La classe operaia ha bisogno di un vero sindacato che mette al centro della propria azione l’interesse dei lavoratori. La crisi esplosa con la pandemia richiede una concreta risposta di lotta, Sciopero Generale a partire da Venerdì 23 Ottobre 2020.
Interesse dei metalmeccanici è avere un vero CCNL che prevede: la riduzione dell’orario di lavoro recuperando tempo libero dall’ incessante introduzione della moderna tecnologia e distribuire il lavoro per una piena occupazione. No ad aumenti di ritmi di lavoro.
1 - Cassa integrazione solo in casi eccezionali e retribuita al 100%
2 - Basta salari legati alla produttività, dipendente dagli utili aziendali. Aumento reale del salario che permette una vita dignitosa e ripaga dei sacrifici richiesti ai lavoratori durante l’emergenza sanitaria.
3 - Assistenza, salute, istruzione e in generale servizi sociali, devono essere universali e pubblici, non sostituire aumenti salariali, da sgravi fiscali che si ripercuotono sulle spalle dei lavoratori con meno servizi sociali, welfare fuori dai CCNL.
4 - La tutela della salute e della sicurezza non deve essere uno slogan pubblicitario ma una realtà pretesa in ogni luogo di lavoro con forte penalità per le imprese che la eludono.
5 - L’immediato ripristino dei diritti pre Covid (mense, pause, servizi igienici e diritti sindacali) con le dovute precauzioni e adeguamenti.
6 - I padroni hanno intascato dallo Stato circa 70 miliardi e adesso scaricano la crisi sui lavoratori. No ai licenziamenti, ogni licenziamento deve essere bandito e ostacolato da azioni di lotta.
7 - I lavoratori devono essere protagonisti delle decisioni a qualsiasi livello.
8 - Elezioni libere delle rappresentanze e diritto di esercitare lo sciopero senza limitazioni.
Se qualche mese fa era solo una percezione ora è palese che questo sistema non funziona e va cambiato.

LA FLMU ADERISCE ALLO SCIOPERO GENERALE NAZIONALE INDETTO DALLA CUB IL 23 OTTOBRE 2020 PER TUTTA LA GIORNATA LAVORATIVA

21 ottobre 2020

       rinnovo-CCNL-Metalmeccanici-tra-rottura-e-inciuci.pdf

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