Da “varesenews.it” Lunedì 11 Aprile 2005

Legnano - Una rappresentanza di Cub e Cobas dell'Alfa di Arese manifesta a Legnano in via Matteotti in occasione del'intervento del presidente di Confinsudtria all'assemblea generale Ali
I lavoratori dell'Alfa di Arese: «Montezemolo, dov'è la coerenza?»  


«Fiat sei nei guai: l'Alfa di Arese non l'affogherai». Questo, insiema a tanti altri, è stato uno degli slogan della piccola ma rumorosa contestazione messa in scena da una rappresentanza dei lavoratori dell'Alfa di Arese appartenenti a Cub (Confederazione Unitaria di Base) e Cobas a Legnano in via Matteotti, proprio di fronte all'edificio in cui ra riunita l'assemblea generale di Ali Assindustria, con il presidente Fiat Luca Cordero di Montezemolo quale ospite d'eccezione.


E proprio sul presidente di Confindustria si appuntano gli strali dei lavoratori in lotta, come spiega Carlo Pariani (foto) della Cub: «A Montezemolo noi chiediamo di essere coerente con quanto enuncia in pubblico. Lui parla tanto di dialogo con i sindacati, poi con noi rifiuta di incontrarsi e di parlare. Parla di innovazione, poi progetta di chiudere l'Alfa di Arese, dove si dovrebbero costruire le auto del futuro; per tacere del famoso "polo automobilistico del lusso" che dovrebbe rilanciare la Fiat, e nel quale Arese dovrebbe essere un punto fermo. In tutto questo, dov'è la coerenza? Dov'è?»
Oltretutto, rincarano i lavoratori, non solo l'Alfa, ma tutte le altre aziende del territorio sono in crisi, e a soffrirne sono i dipendenti, benché tanto la Fiat quanto la Franco Tosi abbiano ricevuto generose sovvenzioni di Stato.


Cub e Cobas dello stabilimento di Arese, dunque, richiedono con forza che Fiat punti sul polo Alfa-Ferrari-Maserati e su quello della mobilità sostenibile e dell'auto ecologica promosso dal Pirellone; che i lavoratori in cassa integrazione possano avere un sostegno al reddito fino all'80% dello stipendio prima percepito; infine, che i finanziamenti di Stato e Regione, pur necessari, siano usati per rilanciare lo sviluppo della Fiat, non per gestirne   il declino.

 

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