Se toccano un solo operaio, toccano tutti noi


Le prossime settimane saranno decisive per la tenuta dei livelli occupazionali dell’area industriale del cassinate. Oltre allo sblocco dei licenziamenti collettivi, previsto per il prossimo 30 giugno, ci sarà da fare i conti con centinaia di esuberi e licenziamenti nell’indotto della FCA di Cassino.
Tutte le società dell’indotto e dei servizi della FCA, infatti, in questi giorni stanno rimodulando i loro assetti e organici, pronti, non si esclude, a concordare gli stessi esuberi con le organizzazioni sindacali confederali, proprio per rendere efficaci ed inoppugnabili i licenziamenti.


Oggi, in particolar modo, tocca ai lavoratori della Iscot Italia, Service Key, De Vizia, Logitech, Teknoservice e degli addetti alla mensa (Break & Lunch), nonché di tutto l’indotto pagare in prima persona i “costi” di questa ristrutturazione: decine di questi operai praticamente non sono ancora rientrati al lavoro dopo il periodo della prima emergenza sanitaria di oltre un anno fa, e le aspettative di rientrare in fabbrica si affievoliscono giorno dopo giorno. Parliamo di operai e padri di famiglia, molti dei quali già a orario ridotto prima della pandemia, che da quindici mesi percepiscono 4 o 500 euro al mese, cioè in condizioni al di sotto della soglia della povertà assoluta.


Se passa il principio “mors tua vita mea”, ovvero il sollievo per lo scampato pericolo di chi “sopravviverà”, alla fine “moriremo” tutti. Se i primi licenziamenti delle prossime settimane passeranno senza alcuna forma di resistenza e mobilitazione dell’intera classe operaia, tra qualche mesi saremo costretti a rincorrere ristrutturazioni e licenziamenti ben più cruenti di quelli già preannunciati.


“Se toccano un solo operaio, toccheranno tutti noi”, vuol dire sentire sulla propria coscienza la responsabilità storica di non abbandonare nessuno, o, come si suol dire, fare in modo che nessuno resti indietro. Se oggi subiamo passivamente questa fase, anche quelli che sopravviveranno ai licenziamenti saranno costretti a vivere con il perenne ricatto padronale e con l’incubo di perdere il posto di lavoro, e di questa condizione se ne avvantaggeranno solo i tanti padroni e padroncini, pronti a trasformare la “paura” degli operai in maggior sfruttamento.
L’unità dei lavoratori, mai come in questo momento, assume un significato straordinario di impegno e di mobilitazione che deve vederci tutti coinvolti. Lottare a fianco degli operai della Iscot Italia, Service Key, De Vizia, Logitech, Tecnoservice, Break and Lunch vuol dire lottare per l’intera classe lavoratrice del territorio.


Piedimonte San Germano, 6 maggio 2021

Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti -

Confederazione Unitaria di Base

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