TORINO - La settimana che ha preceduto la Pasqua la RSU del Politecnico ha convocato assemblee in ogni sede dell'Ateneo informando i lavoratori della sempre più difficile situazione in cui Governi e Amministrazione del Politecnico stanno trascinando i lavoratori.

I lavoratori hanno partecipato attivamente dando vita anche a delegazioni e cortei interni che si sono diretti in rettorato.

Anche i precari si sono mobilitati e in delegazione hanno "ricordato" al Direttore Generale e al ViceRettore la loro situazione, chiedendo un impegno reale all'Amministrazione.

I lavoratori in tutti i dispositivi approvati e in tutti gli interventi impegnavano la RSU a proclamare una serie di iniziative di lotta in difesa del salario, dei diritti, contro la precariet e in difesa dell'Universit Pubblica.

La lotta si impone per tutte le categorie del lavoro pubblico e privato, ma in particolare nell'ambito universitario la situazione si sta rapidamente deteriorando e le ricadute negative le subirebbero proprio lavoratori, precari e studenti.

Il sistema universitario nazionale è sottoposto da più di un decennio a tagli sistematici del finanziamento pubblico, fino all'ultimo taglio di 400 milioni. La ricetta che lo stesso MEF (Ministero dell'Economia e della Finanza) propone alle università è la solita: scaricare sui lavoratori e sugli studenti le conseguenze di questi tagli, compensandoli con tagli sui salari e sui diritti, tagliando i servizi e la didattica e incrementando i cosiddetti "contributi studenteschi".

L'università che vorrebbero imporci è l'università -azienda con i lavoratori sfruttati e mal pagati, con i precari sempre più ricattabili e gli studenti che dovranno pagarsi l'università contraendo i cosiddetti "prestiti d'onore", terminando i corsi universitari con debiti con le banche nell'ordine delle decine di migliaia di euro. I finanziamenti pubblici tenderanno a zero e le entrate per il finanziamento dell'università proverranno dal cosiddetto autofinanziamento: contratti, prove, convenzioni, progetti europei e tasse studentesche.

Un modello di università che mette a rischio posti di lavoro, salari, diritti dei lavoratori e degli studenti, che distrugge la Libertà di ricerca e di didattica e cancella la stessa idea di diritto allo studio.

Un modello di università da battere con tutte le nostre forze e con tutti i mezzi, unificando le lotte, mettendo in relazione tutte le categorie e sottocategorie: precari (tecnici amministrativi e assegnisti, borsisti), lavoratori delle cooperative, lavoratori TA, ricercatori, docenti e studenti.

Ad un attacco complessivo rispondiamo con una lotta complessiva. È la strada che ha maggiori Possibilità di successo.

Per questo chiediamo a tutto l'ateneo l'8 maggio di scioperare uniti e compatti sulle seguenti rivendicazioni:

  • Contro il taglio del trattamento accessorio ministeriale di complessivamente circa 2.100.000 euro (800.000 dal 2012 e per tutti gli anni futuri oltre a 1.300.000 di arretrati);
  • Per la stabilizzazione di tutti i contratti precari e per l'abolizione del lavoro precario;
  • Per la proroga di 36 mesi per tutti i tempi determinati in servizio e per un piano di bandi di concorso rivolto ai colleghi con contratto di collaborazione, per una programmazione triennale che utilizzi i Punti Organico disponibili;
  • Per la revisione dell'assetto organizzativo dell'Ateneo, che in assenza di una pianta organica che definisca il fabbisogno reale di personale, si traduce in divisioni e malcontento per molti lavoratori e, in ultima istanza, anche nella graduale riduzione dei posti di lavoro;
  • Per un percorso di attenzione e salvaguardia per le sedi decentrate di Alessandria e Mondovì a rischio di chiusura.
  • Contro il modello di università -azienda, per la Libertà di ricerca e di didattica;
  • Contro ogni ipotesi di incremento della contribuzione studentesca e per la restituzione piena del diritto allo studio.
  • SCIOPERO DALLE 10 ALLE 12 Mercoledì I' 8 MAGGIO 2013

Corso Marconi 34
10129 Torino

tel./ fax 011655897

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