Il Primo maggio 2021 a Milano sono scese in piazza almeno duemila persone, nonostante la pioggia battente. Un ottimo risultato ottenuto soprattutto grazie al percorso di preparazione, con diverse assemblee costruite nelle settimane precedenti. Non solo sindacati di base, ma numerose ed eterogenee realtà politiche e di movimento cittadine.
Abbiamo condiviso insieme le rivendicazioni: reddito garantito, lavoro stabile e tutelato, permesso di soggiorno e diritti per tutte le persone migranti, beni comuni e servizi pubblici, universali e gratuiti; abbiamo chiesto una sanità pubblica, gratuita, universale e laica, una reale transizione ecologica anche riducendo l'orario di lavoro a parità di salario, una scuola pubblica e laica con garanzie per studenti e personale scuola, il riconoscimento del valore del lavoro di cura svolto prettamente dalle donne.


E proprio le donne, come deciso collettivamente, avrebbero dovuto avere lo spazio dovuto all'interno della giornata di lotta per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici; solo nel mese di dicembre 2020 sono 99mila le donne che hanno perso il posto di lavoro, in questa società che le costringe a scegliere tra il lavoro produttivo sottopagato e il lavoro riproduttivo gratuito.


La volontà e la consapevolezza della necessità di creare una giornata di mobilitazione unitaria hanno dato vita a momenti partecipati e condivisi da cui sono emersi testi, parole d'ordine e organizzazione della piazza.


Purtroppo, queste e molte altre scelte sono state disattese da due realtà che hanno voluto evidenziare la loro contrapposizione nella piazza contrariamente a quanto deciso insieme.
Le scorrettezze messe in atto sono tante e tali che il solo elenco sarebbe alquanto lungo, ma basti citare che si è scavalcata la scelta far aprire la testa del corteo alle compagne con la prevaricazione, la stessa che ha generato insulti sessisti, schiaffi e pugni sempre alle compagne che cercavano di recuperare l’agibilità dello spazio fisico attorno al camion palco occupato a forza, mentre si cercava di cancellare il diritto di parola alle soggettività presenti cancellandone gli interventi in maniera arbitraria. Un modo di fare politica autoritario di altri tempi e irrispettoso dei percorsi collettivi.


Una parte del Sindacato Intercategoriale SI Cobas accompagnato dal Fronte della Gioventù Comunista e qualche altra realtà di contorno, si sono resi responsabili di atteggiamenti prevaricatori, macisti e ingiustificatamente violenti.


La piazza costruita da tutte e tutti con impegno e unitarietà, è diventata purtroppo una piazza non sicura e attraversabile per le persone presenti.
Per tutte queste ragioni, riteniamo che al momento sia opportuno sospendere in questo spazio collettivo, i rapporti di collaborazione con coloro, che si sono resi protagonisti di pratiche politiche non accettabili, auspicando in futuro in un loro doveroso ripensamento.

 

17 maggio 2021  CUB 

Foto 1 maggio a Milano - pomeriggio

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