ANSA) - TORINO, 23 OTT - Venerdì nero a Torino per le proteste del mondo della scuola, dei trasporti e della sanità.
    Al centro, oltre a temi specifici delle diverse categorie, c'è anche l'emergenza Covid.


  In piazza le educatrici dei nidi e le maestre delle materne. La protesta è stata indetta dalla Cub Scuola che prevede un'alta adesione superiore all'80%. Al presidio in piazza Palazzo di Città, davanti al Comune, ci sarà anche una delegazione degli insegnanti statali. Annullato invece l'incontro con la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, nell'ambito della settimana del Lavoro, al liceo Einstein dove era prevista una manifestazione degli studenti e dei collettivi universitari. Protestano anche i dipendenti della sanità, in presidio davanti alla sede di Confcommercio in corso Francia 15, da dove si sposteranno in piazza Castello di fronte alla Regione per concludere la mobilitazione con educatrici e maestre. (ANSA).

 

 

Intervento CUB Lazio 23 ottobre 2020

CUB Piemonte 

 

  Articoli vari online sullo sciopero Cub del 23 ottobre 2020 

Leggi articolo di Torino Today

 

Leggi articolo di Positano news 

 
 
Milano si risveglia all'insegna delle proteste: "Senza scuola non c'è futuro", urlano gli studenti. Sciopero generale indetto dal sindacato della Cub.
newsby Francesca Del Vecchio  23 Ottobre 2020
 
Milano si risveglia dopo la prima notte di coprifuoco all’insegna di diverse proteste e manifestazioni di dissenso nel centro cittadino. A partire dal mondo della scuola. Non si fermano infatti le polemiche sulla didattica a distanza in Lombardia, e a poche ore dall’entrata in vigore dell’ordinanza regionale che la dispone per tutti gli istituti superiori, in piazza scendono gli studenti. “Senza scuola non c’è futuro“, grida un gruppo di liceali fuori da Palazzo Marino.
Non solo scuola: le proteste a Milano
A poche manciate di metri di distanza, è invece il mondo dell’occupazione a far sentire la propria rabbia per le strade di Milano. Uscire dalla crisi con un nuovo modello di sviluppo per garantire lavoro stabile e tutelato, per aumentare salari, redditi, diritti e welfare. Queste le tematiche che hanno accompagnato lo sciopero generale indetto dalla Cub, Confederazione Unitaria di Base.
Lavoratori del mondo della sanità, dei trasporti, dell’immigrazione e dello spettacolo si sono ritrovati in Largo Cairoli prima di muoversi verso Piazza del Duomo a Milano. A esprimere i motivi di profondo malcontento dei manifestanti arrivano le testimonianze di Rocco Lamanna, segreteria nazionale Cub, e Aldo Pignataro, Cub Trasporti.
Lavoratori Cub sul piede di guerra
Portavoce del sindacato dei lavoratori Cub è Hazal Koyuncuer, che parla così nel corso della protesta a pochi passi dal Duomo di Milano: “Negli ospedali l’accoglienza dei pazienti non è fatta in modo consono. Noi non pagheremo con i nostri posti di lavoro, perché le istituzioni non riescono a fronteggiare questo virus. Il presidente di Confindustria, Bonomi, chiede la cessazione della Cig. Si sieda invece al tavolo con noi lavoratori. Oggi scioperiamo per questo“.
“Poche risorse, gravi carenze di organico, salari disumani. Il signor Bonomi propone di privatizzare tutti gli ospedali, che vengono pagati con i soldi dei lavoratori e delle lavoratrici. Noi ci siamo fermati, e finché il governo non ci ascolterà continueremo a scioperare“, spiegano i lavoratori scesi in piazza a Milano.
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