UN INQUIETANTE ED ELOQUENTE SILENZIO: LA PAROLA PASSA AI LAVORATORI


La Ministra dei Trasporti e delle Infrastrutture incontra CgilCislUilUgl (...escludendo tutte le altre OO.SS.)
per fare il punto sulla vicenda Alitalia: QUANTO SI SIANO DETTI RESTA UN MISTERO PER TUTTI.

EPPURE LA QUESTIONE È TUTT’ALTRO CHE PRIVATA: sarebbe doveroso che cittadini e lavoratori venissero puntualmente informati dato che in ballo ci sono 3 mld di euro pubblici, il futuro di circa 10.000 lavoratori diretti e almeno il triplo indiretti, nonché la realizzazione di un progetto strategico per il Paese.  
Ma le bocche restano cucite e quando si affronta l’argomento, come ha fatto la Cgil con un laconico comunicato stampa, è per dire nulla, seppur “incartato” di tante inutili parole.
Eppure la Ministra De Micheli non era a gestire un fatto privato ma una questione di cui render conto ai cittadini mentre i sindacati all’intera categoria, da anni in attesa di veder risolta una questione che sta diventando imbarazzante per il Governo oltre che preoccupante per i lavoratori.

COSA C’È CHE NON PUÒ ESSERE DETTO E CHE DEVE RESTARE SECRETATO?
Le ipotesi possono essere tante ma a pensar male, stavolta, oltre a non far peccato si fa un servizio all’intelligenza.
Evidentemente la soluzione per Alitalia è ancora in alto mare ma, soprattutto il Piano in preparazione, quello che doveva essere di rilancio, è l’ennesima edizione di un ridimensionamento perpetrato con la scusa del Covid ma con l’obiettivo di servire gli interessi della concorrenza.
Le indiscrezioni non lasciano scampo: flotta di 70 aerei, network concentrato sul corto-medio raggio, personale ulteriormente ridotto, creazione di società per le attività di terra e smembramento.
Neppure i capitani coraggiosi erano arrivati a tanto nonostante non avessero 3 mld di euro a disposizione.
All’epoca, però, a fronte del ridimensionamento in programma con la privatizzazione le OO.SS. mainstream provarono ad emettere un timido vagito (...per carità attenti a non offendere e impensierire nessuno!) ma oggi neppure quello: zitti ed immobili, nulla da dire neppure sullo smembramento, sul ridimensionamento, sulla mini-flotta, sul ridicolo network e sulle minacce occupazionali incombenti.
Eppure ciò che si sta determinando non lascia presagire nulla di buono nè per i dipendenti AZ, nè per quelli del comparto, come dimostra la pretesa AZ di abbattere i costi mandando a casa i lavoratori di Airport Handling e di sostituirli anche con personale precario.
Una domanda sorge spontanea: qual è lo scambio in atto che rassicura CgilCislUilUgl a fronte di una situazione così pesante? Non vorremmo che tanta tranquillità derivi dal fatto che come al solito stiano tentando di garantirsi il mantenimento di privilegi e un occhio di riguardo per il futuro dei sindacalisti.
In ogni caso, è necessario che l’intera categoria non si volti dall’altra parte: 3 MLD DI EURO PUBBLICI NON VANNO SPRECATI MA È NECESSARIO ASSICURARSI CHE DIVENTINO UN INVESTIMENTO PROFITTEVOLE IN UN SETTORE STRATEGICO.  

È ORA DI PENSARE IN GRANDE: C’È SPAZIO PER RILANCIARE ALITALIA, INCLUDENDO ANCHE AIR ITALY E LE ALTRE COMPAGNIE ITALIANE MINORI, OLTRE CHE L’INTERO COMPARTO AEROPORTUALE E INDOTTO.
BASTA CON I PIANI DELLA MISERIA: NON C’È ALTRO TEMPO DA PERDERE  

Roma, 8.8.2020
Cub-Trasporti
AirCrewCommittee

ALITALIA-un-sindacato-addomesticato.pdf

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