C.C.N.L DEI TESSILI:

E' ANCORA UN CONTRATTO NAZIONALE DI LAVORO ?




Una volta i contratti nazionali di lavoro erano delle richieste rivendicative dei lavoratori nei confronti dei padroni, oggi non è più così.

Anzi, il C.C.N.L. dei tessili appena firmato , dimostra che è vero esattamente il contrario. Questo contratto è una somma continua di concessioni ai padroni :

ORARIO DI LAVORO: Non esiste più l'orario settimanale  di 40 ore , ma le 40 ore possono  essere il risultato di un orario medio pluri-settimanale o annuale.

FLESSIBILITA': L'azienda può stabilire delle settimane in cui si lavora fino a 48 ore per 96 ore all'anno.

Tali ore saranno retribuite con una maggiorazione  dal 12%  al 15 %.

Praticamente è lavoro straordinario obbligatorio, infatti nel contratto si dice che i lavoratori non possono rifiutarsi, ed è pagato con una maggiorazione di molto inferiore allo straordinario.

FLESSIBILITA' TEMPESTIVA: L'azienda può ricorrere al meccanismo della flessibilità tempestiva , cioè un preavviso di soli 5 giorni ai termini dei quali attua la flessibilità, obbligando i lavoratori al lavoro aggiuntivo .

Anche in questo caso i lavoratori non possono rifiutarsi.

PART-TIME ELASTICO: L'azienda può effettuare assunzioni a part-time in modo elastico, cambiando cioè a suo piacimento  l'orario stabilito all'atto della assunzione, anche con contratti a tempo determinato .

Il lavoratore può ripensarci solo dopo 5 mesi e tornare all'orario contrattato all' instaurazione del rapporto, con un mese di preavviso ma solo per comprovate ragioni familiari, di salute, o per altro lavoro.

JOB-SHARING: L'azienda può assumere al posto di un lavoratore a tempo pieno due lavoratori a part-time sulla stessa posizione lavorativa.

SALARIO:Questo dovrebbe essere l'unico punto del C.C.N.L. dove sono i padroni a dare qualcosa e non viceversa, invece è proprio questo punto la cosa più scandalosa del contratto.

Infatti l'aumento è totalmente ridicolo di sole £ 65.000 mensili: 34.000 quest'anno e il resto nel 2001.

Questo aumento corrisponde alla richiesta contrattuale fatta sulla ipotesi di una inflazione programmata pari all'1,2 % , ma il tasso di inflazione è già assestato al 2,4 %.

Questo contratto dimostra in modo evidente che i sindacati CGIL-CISL-UIL non hanno la ben che minima intenzione di fare gli interessi dei lavoratori dipendenti; sono ormai asserviti alla logica del profitto, del mercato, della produttività infatti solo questi sono i parametri a cui si fa riferimento per rinnovare il contratto i diritti e i bisogni dei lavoratori.

LAVORATORI E LAVORATRICI TESSILI E' INUTILE PERDERE DELL'ALTRO TEMPO CON QUESTI SIGNORI.

E' INUTILE CHIEDERE VOTAZIONI CHE NON HANNO NESSUNA INTENZIONE DI FARE.

E' INUTILE TENTARE DI CAMBIARE I SINDACATI CONCERTATIVI DALL'INTERNO, STANTE IL POTERE ENORME DEGLI APPARATI, L'UNICA COSA CHE CONTA E' TOGLIERE LE TESSERE AI SINDACATI CONCERTATIVI E SOSTENERE IL SINDACATO DI BASE.

COME NEI TRASPORTI E NELLA SCUOLA ANCHE NELLA INDUSTRIA PER CAMBIARE LE COSE A FAVORE DEI LAVORATORI BISOGNA MOLLARE  CGIL-CISL-UIL.


Milano 30 aprile 2000             

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