DRAGHI, grand commis della finanza mondiale e nuovo salvatore della patria, ha finalmente rivelato

la composizione del suo governo. Una compagine costruita con maggiore attenzione agli equilibri politici che alle doti dei singoli.
Restando ai settori che ci interessano, colpisce il ritorno di alcuni e la cooptazione di altri. Alla Pubblica Amministrazione torna RENATO BRUNETTA, assurto a chiara fama come animatore di forsennate campagne contro il pubblico impiego e autore di provvedimenti demagogici, discriminatori e inutilmente punitivi sulle assenze per malattia (allargamento della reperibilità e minore stipendio nei primi giorni di assenza). Di lui e della sua arrogante supponenza nessuno avvertiva la mancanza


All’Istruzione va PATRIZIO BIANCHI, già rettore dell’Università di Ferrara e assessore all’Istruzione in Emilia Romagna. Come assessore ha CONDIVISO LA RICHIESTA DI AUTONOMIA DIFFERENZIATA presentata dalla sua giunta in compagnia di Lombardia e Veneto. Con la ministra Azzolina ha presieduto la task-force di esperti per la riapertura a settembre i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti. Lamenta ora che l’ex ministra non gli avesse dato ascolto ma nessuno ricorda sue vibrate proteste nel merito.
Per l’Università e la Ricerca potremo contare sulla meno conosciuta MARIA CRISTINA MESSA. Di lei si sa che è laureata in medicina, specializzata in medicina nucleare ed ex rettrice della Bicocca. In quell'elezione si rivelò importante il supporto del movimento cattoliberista “Comunione e Liberazione”. Un elemento poco rassicurante per chi, come noi, considera l’istruzione, anche ad alto livello, come un servizio universale piuttosto che un’opportunità per chi se lo può permettere.


Particolarmente deprecabile appare il ripescaggio di MARIA STELLA GELMINI agli affari regionali. Noi, che abbiamo buona memoria, ricordiamo ancora con raccapriccio la sua epocale “riforma” dell’Istruzione che sottrasse alla scuola finanziamenti per 8 miliardi e 170.000 posti di lavoro e non possiamo che temerne l’opera come ministro che si occuperà, anche, dell’autonomia regionale.
Il governo si è appena insediato ma se dobbiamo prevederne l’azione futura giudicando la compagine prescelta non possiamo che temere il peggio e fare il possibile per prevenirlo.

13.2.2021 CUB SUR

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