Da oggi scioperare nel mondo della Scuola, dell’Università e della Ricerca sarà ancora più difficile: “Di questo dobbiamo ringraziare i soliti firmaioli di ogni pretesa datoriale, CGIL, CISL, UIL, SNALS, GILDA cui si è festosamente unito il sedicente “giovane sindacato” ANIEF

- denuncia Natale ALFONSO, coordinatore nazionale di CUB SUR (Scuola, Università e Ricerca). Costoro hanno sottoscritto ieri, dopo quasi un anno di trattative, l’ennesimo accordo a perdere di cui nessuno sentiva il bisogno, a parte il Governo, l’Aran, e la Commissione “di Garanzia” per l’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali”.
Con esso, alle molte limitazioni già esistenti, si aggiunge che:
Non sarà possibile scioperare i primi cinque giorni di settembre, e i primi tre giorni dopo le pause natalizia e pasquale;

Sale da 7 a 12 giorni lavorativi l’intervallo tra due azioni di sciopero;
Le diverse azioni di sciopero dovranno essere contenute in modo da assicurare comunque l’erogazione, nell’anno scolastico, di un monte ore non inferiore al 90% dell’orario complessivo di ciascuna classe;
- Si scippa alle RSU il compito di contrattare con il DS i contingenti minimi e lo si assegna alle strutture provinciali dei sindacati che hanno firmato questo accordo;
- La comunicazione sullo sciopero inviata alle famiglie dovrà indicare i dati sulla rappresentatività nazionale delle organizzazioni che indicono lo sciopero, le percentuali di adesione agli scioperi già indetti dalle stesse e i voti ottenuti alle ultime elezioni RSU. Quanto ciò sia rilevante è dimostrato dallo sciopero indetto da CGIL, CISL, UIL, SNALS, GILDA l’8 giugno scorso cui aderì lo 0,47% degli addetti;
- Si rimanda al prossimo CCNL l’impegno a definire altre forme di astensione collettiva, quali lo sciopero “virtuale”, geniale invenzione per cui si sciopera e si rinuncia allo stipendio ma si lavora!

Complimenti, un anno di trattative per giungere all’ennesima limitazione di diritti e tutele! - sottolinea Natale ALFONSO - Un anno che a nostro avviso si sarebbe dovuto spendere sia battendosi per tutelare davvero i lavoratori e le lavoratrici al tempo della pandemia e della DAD, sia per adeguare stipendi che in 12 anni hanno visto un aumento medio lordo di 80 euro. I nostri prodi, invece, si sono mostrati ancora una volta indifferenti a simili miserie umane e hanno preferito volare alto, alla ricerca di tavoli di confronto esclusivi che anche questo accordo concede loro istituendo l’ennesima Commissione Paritetica tra Aran, Ministero dell’Istruzione e Sindacati firmatari per il controllo della sua attuazione”.

Cub Scuola Università Ricerca

Milano, 3 dicembre 2020 -

 

 
 
 
 
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