Il 16 novembre il Governo ha approvato lo schema di legge di bilancio che porterà all’approvazione del Parlamento.

La manovra prevede maggiori spese per 38 miliardi ma non definisce Interventi strutturali in grado di sanare il pluriennale sottofinanziamento del nostro sistema nazionale di istruzione, alta formazione (Università e AFAM) e ricerca.
A fronte dei 24 mld/anno che la nostra scuola riceve in meno rispetto alla media dei paesi OCSE questo governo impegna poche centinaia di milioni e non affronta il nodo dei rinnovi contrattuali. Vediamo nel dettaglio le misure.

PER LA SCUOLA
Gli artt. 85 e 86 stanziano 117,8 mln per il “miglioramento dell’offerta formativa”, 8,18 mln per “potenziare le azioni per l’innovazione didattica e digitale nelle scuole”, 12 mln per realizzare un migliore sistema informativo integrato.
L’art. 87 semplifica le procedure burocratiche per l’edilizia scolastica prorogando i poteri commissariali assegnati a Sindaci e Presidenti di provincia e derogando da alcune normative di controllo
L’art. 164 dispone misure per la formazione e l’ampliamento dell’organico. In particolare prevede di:
- rifinanziare il fondo per garantire la continuità didattica per gli alunni disabili per 62,76 mln nell’anno 2021, 321 mln nel 2022, 699 mln nel 2023, 916 mln/anno per il 2024 e il 2025, 924 mln nel 2026, 956 mln nel 2027, 1.004 milioni nel 2028, 1.032 dall’anno 2029. Questi fondi devono sostenere anche i seguenti incrementi dell’organico di sostegno: 5.000 unità nel 2021/22, 11.000 nel 22/23 e 9.000 nel 23/24;
- assegnare 10 mln per la formazione obbligatoria dei docenti (previsto dalla L. 107/2015) per le sole attività formative riferite a metodologie e competenze specifiche per la disabilità;
- stanziare 10 mln per l’acquisto e la manutenzione dei sussidi didattici per gli alunni con disabilità.
- autorizzare la spesa di 56 mln nel 2021, 57 mln/anno dal 2022 al 2028, 61 mln nel 2029, 62 mln nel 2030 e 62 mln dal 2031 per:
1) trasformare a tempo pieno il contratto di lavoro di 4.485 collaboratori scolatici ex LSU ed assumerne, sempre a tempo pieno, altri 45 dalle medesime graduatorie
2) coprire 2.288 posti vacanti e disponibili nell’organico di diritto del personale ATA non coperti a tempo indeterminato nell’anno scolastico 2020/2021.

- stanziare 13,80 mln di euro per a) prorogare i contratti agli assistenti tecnici già assunti per garantire il funzionamento delle strutture informatiche nelle scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado, b) assumerne altri 530;
- incrementare di 1.000 unità l’organico del personale assistente tecnico (comprensivo dei 470 posti già vacanti e non coperti a tempo indeterminato nel corrente anno scolastico).
A questo scopo sono stanziati 9,26 mln di euro nel 2021, 34 mln nel 2022, 32 mln dal 2023 al 2026, 33 mln nel 2027 e 34 mln dal 2028;

- disporre una spesa pari a 11,67 mln di euro nel 2021, 38,43 mln di euro nel 2022, 37,32 mln di euro dal 2023 al 2026, 38,48 mln di euro nel 2027 e 40,79 mln di euro dal 2028, per autorizzare 1.000 posti in più nella scuola dell'infanzia, per il potenziamento dell'offerta formativa;
- stanziare 60 mln di euro per il sostegno al sistema integrato da zero a sei anni.

PER L’ALTA FORMAZIONE
L’art. 88 prevede i seguenti stanziamenti:
• 165 mln alle università per la riduzione o l’esonero del contributo dovuto dagli studenti
• 8 mln per lo stesso scopo alle Istituzioni AFAM
• 70 mln per il diritto allo studio di studenti universitari “capaci e meritevoli”
• 30 mln di maggiori contributi per le università e gli istituti superiori non statali legalmente riconosciuti
• 4 mln per le residenze universitarie statali e i collegi di merito accreditati
• 15 mln ulteriori per la progressione di carriera dei ricercatori a tempo indeterminato
• 34,5 mln in più al fondo per le esigenze emergenziali del sistema dell’Università e delle istituzioni AFAM
L’art. 89 contiene le seguenti misure:
• stanzia ulteriori 65 mln al fondo ordinario degli enti e delle istituzioni di ricerca
• istituisce il “fondo per la promozione e lo sviluppo delle politiche del Programma nazionale per la ricerca (PNR)”, e lo finanzia con 100 mln/anno per il 2021 e 2022 e di 50 mln di euro per il 2023.
• istituisce il “fondo per l’edilizia e le infrastrutture di ricerca”, finanziandolo con 100 mln/anno nel 2021 e 2022, 250 mln per il 2023, 200 mln per il 2024 e il 2025, 150 mln/anno dal 2026 al 2035
L’art. 92 contiene una misura particolarmente fastidiosa: equipara i versamenti previdenziali dei professori delle università private a quelli delle università pubbliche e stanzia 54 mln per coprire il buco contributivo creato nel periodo 2016-2020. Così facendo si effettua l’ennesima regalia verso chi non ne ha certo bisogno a danno del sistema previdenziale pubblico.
PER L’INTERO SETTORE
L’art. 163 stanzia 400 mln per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego. Considerando che si tratta di circa 3 mln di addetti l’aumento procapite medio lordo previsto è pari a 10 euro al mese!
L’art. 175 proroga “gli organismi di rappresentanza del personale anche se le relative elezioni siano state già indette” e stabilisce che gli accordi/contratti collettivi nazionali possano consentire l’utilizzo di modalità telematiche per le elezioni per il rinnovo delle RSU, anche con riferimento alla presentazione delle liste ed alle assemblee sindacali.

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