Cosa sono? Supplenze temporanee interrompibili immediatamente in caso di un nuovo lockdown e che non possono durare oltre il termine delle lezioni utilizzando le graduatorie di istituto docenti e ATA.


In realtà, a quanto ci viene segnalato, molti dirigenti già stanno assumendo delle colleghe e dei “colleghi covid”.
Era necessario assumere del personale con questo tipo di contratto?
La soluzione più equa sarebbe stata la stabilizzazione di nuovo personale ma, se proprio non si voleva ricorrere a una soluzione così “radicale”, sarebbe stato almeno opportuno assumere con supplenze sino al 31 agosto e senza nessuna clausola giugulatoria come quella del licenziamento in caso di nuovo lockdown.
Molti colleghi e colleghe chiedono se, accettando un contratto Covid, si ha diritto alla NASPI?
SI. Il fatto che non si abbia diritto a un indennizzo in caso di licenziamento, il che è profondamente ingiusto, non riguarda, infatti, la NASPI.
Per il 2020 la NASPI si potrà richiedere sino a 128 giorni dalla cessazione del lavoro.
Si deve, però, ricordare che se si presenta domanda di Naspi entro 8 giorni dalla cessazione del lavoro sì avrà diritto alla NASPI a partire dall’ottavo giorno, se si presenta domanda tra l’ottavo ed il 128esimo giorno il pagamento partirà dal giorno successivo a quello in cui è stata presentata la domanda.
Diritto al trattamento di maternità e paternità?
Citiamo quanto afferma l’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte
“Al personale contrattualizzato sono garantiti i diritti scaturenti dalle disposizioni legislative in materia di tutela e di sostegno della maternità e della paternità dettate dal decreto legislativo n. 151 del 26 marzo 2001.”
A quali condizioni l’epidemia giustifica il licenziamento?
Interviene anche su questo punto l’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte
“Su quest’ultimo punto, appare ragionevole interpretare la norma primaria nel senso che la giusta causa in presenza della quale opera la clausola risolutiva espressa sia da individuare in una evoluzione negativa della situazione epidemiologica che comporti necessariamente la sospensione integrale e non parziale delle attività didattiche in presenza (nuovo lockdown, appunto, in tutti i punti di erogazione del servizio).”
Che succede alla ripresa delle attività?
Sulla base della circolare ministeriale sulle supplenze prot. n. 26841 del 5 settembre 2020, alla ripresa dell’attività didattica in presenza, i contratti sono riassegnati ai precedenti titolari, ovviamente se sono ancora disponibili, ai fini della continuità didattica e dell’economicità dell’azione amministrativa.

Torino,  1 ottobre 2020

Cub Scuola Università Ricerca Torino

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