Cub-Pubblico Impiego e Cub-Sanità preparano le elezioni delle RSU nel PUBBLICO IMPIEGO - I dipendenti pubblici non sono carne da macello o limoni da spremere fino all’ultima goccia. Questa finanziaria fa pagare i fallimenti dell’attuale modello di sviluppo, della classe politica e padronale, ancora e come sempre, ai lavoratori (pubblici e privati) e ai pensionati. Il 5/6/7 marzo si terranno le elezioni delle Rsu, prepariamo la presenza della Cub.

 

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I PUBBLICI DIPENDENTI SONO LAVORATORI!

 Per i sindacati confederali, il governo e i padroni invece sono carne da macelleria sociale, i limoni da spremere fino all’ultima goccia.
Le manovre Monti e Berlusconi, secondo il sole 24ore,  costeranno  a lavoratori e pensionati circa 3.000 euro l’anno. Secondo calcoli più attendibili, tra aumenti del ticket, aumenti dell’IVA, maggiori costi dei servizi soprattutto comunali, etc. il costo potrebbe avvicinarsi ai 5.000 euro.
I pubblici dipendenti dovranno aggiungere a questa somma un ulteriore perdita di 250 euro mensili per la perdita del potere d’acquisto del proprio salario bloccato fino al 2014 (l’inflazione per i 3 anni di blocco sarà pari a circa il 12%).
I poteri forti continuano a “propagandare” come costo lo stipendio dei pubblici dipendenti (che lavorano e forniscono servizi, assistenza, etc.) e non gli sprechi che i politici fanno dei soldi pubblici (consulenze all’esterno, aumenti sproporzionati per i soli “manager” come avviene nella sanità, costi gonfiati per forniture e servizi da parte dei privati, etc.);
Inoltre anche il taglio degli stipendi è fittizio: non verranno considerati i 17 Paesi dell'Euro o i 27 dell'Unione Europea, ma solo i sei Stati europei più ricchi, dove i livelli retributivi per le cariche elettive sono i più alti. Ma c'è di più. Nel conteggio degli stipendi non saranno presi in considerazione rimborsi vari, come le spese per i trasporti o per i portaborse, cosicché, a conti fatti, i parlamentari potrebbero avere addirittura un aumento dei vitalizi.
La finanziaria Berlusconi già tagliava le pensioni prevedendo ulteriori posticipi nel pensionamento. Monti ha fatto di più: la pensione di anzianità sparisce, l’età pensionabile sale a 67 anni dal 2021, e la pensione sarà più bassa perché dal 2012 si applica per tutti il calcolo contributivo.
La pensione di anzianità sparisce. Dal 2012 si va in pensione anticipata solo con 42 anni ed un mese di lavoro (41 anni e 1 mese per le donne) elevati di un mese all’anno fino al 2014.
Un lavoratore che ha iniziato a lavorare a 14 anni e maturava i 40 anni a marzo del 2012 invece di andare in pensione ad aprile del 2013, andrà in pensione a luglio del 2014. Siccome va in pensione con 56 anni di età, si vedrà applicata una riduzione percentuale pari a 1 punto percentuale per ogni anno di anticipo nell'accesso al pensionamento rispetto all'età di 62 anni; tale percentuale annua è elevata a 2 punti percentuali per ogni anno ulteriore di anticipo rispetto a due anni.
La pensione sarà più bassa. Per i periodi successivi al 2012, la pensione sarà calcolata per tutti con il sistema contributivo; e se per mera sfortuna dovesse essere di un importo superiore al retributivo, si applicherà quest’ultimo. Inoltre le pensioni superiori a tre volte il trattamento minimo non saranno adeguate per due anni al costo della vita.
L’età pensionabile sale a 67 anni dal 2021. Per i lavoratori dipendenti (uomini) l’età pensionabile resta confermata a 66 anni, e salirà a 67 nel 2021. Le lavoratrici dipendenti andranno in pensione per vecchiaia a 62 anni nel 2012, 63 anni e mezzo nel 2014, 65 anni nel 2016, 66 anni nel 2018, a 67 anni nel 2021. A tale età andranno aggiunti altri mesi per l’aumento dell’aspettativa di vita.
 Cgil-Cisl-Uil negli ultimi mesi hanno deciso di rendere operativi i fondi pensionistici privati per il pubblico impiego (Sirio) e la sanità pubblica (Perseo) che saranno finanziati anche con una quota a carico dei lavoratori, alla faccia della sbandierata difesa del sistema pubblico.
Diciamo no allo scippo del salario a favore dei fondi pensionistici privati che serviranno a garantire poltrone ai sindacalisti e a far gestire a banche e finanziarie i soldi dei lavoratori.
Nella Sanità Pubblica la manovra del Governo, taglia entro il 2014 oltre 12 Mld. di Euro, calpesta i diritti degli operatori e degli ammalati; un fatto che determina così un crollo della qualità della sanità pubblica che sta diventando “un sistema povero per i poveri” privo di risorse economiche, tecnologiche e professionali favorendo non a caso, la sanità privata mettendo a rischio il diritto alla salute anche con i rilevanti aumenti dei tickets per le prestazioni di diagnostica specialistica (ecografia, tac ) per il ricorso al pronto soccorso e per le visite specialistiche.
I lavoratori della Sanità Pubblica stanno subendo : il taglio di risorse, il congelamento della retribuzione, il blocco del CCNL, lo stop al turnover, la mancata stabilizzazione con l’allontanamento del 50% dei lavoratori precari, la riduzione del 50% della spesa per la formazione, la precarietà degli incarichi, il TFR dopo 2 anni e diviso in 3 rate, i trasferimenti Regionali coatti, la decurtazione del salario in caso di malattia, la limitazione del diritto al Part time.
Infermieri e OSS a causa del blocco del turnover, vengono sostituiti con l’ appalto di beni e servizi” a aziende e Cooperative con costi a carico della sanità pubblica identici, e il più delle volte maggiori delle assunzioni dirette o per Concorso. I lavoratori in appalto vengono assunti con bassi salari, privi di diritti, della formazione professionale, privati della tutela della loro salute e sicurezza.
E’ pertanto indispensabile potenziare la sanità pubblica, eliminare i ticket spostando le risorse oggi utilizzate per il business della sanità privata.
È ora di dire basta a loro ed ai loro complici , quei sindacati che invece di tutelare i lavoratori firmano accordi vergognosi sia a livello nazionale (es. l’accordo confederale del 28 giugno 2011) sia a livello locale.
Riprendiamo la lotta dai luoghi di lavoro perché dai lavoratori deve venire la difesa dei propri diritti, senza distinzioni tra pubblico e privato, ma in concerto tra di loro in modo da opporsi efficacemente al tentativo di far pagare la crisi del sistema ai ceti popolari.

Passa dalla tua parte       organizzati con la Cub

Il 5/6/7 marzo p.v. si terranno le elezioni delle Rsu (le liste vanno presentate entro gennaio), ti chiediamo di impegnarti per la presenza della Cub e rinsaldare l’unità tra i lavoratori del privato e del pubblico in un forte sindacato di base.

Dicembre 2011

Cub Pubblico Impiego                                Cub Sanità


Per contatti e info:
Confederazione Unitaria di Base
Sede Nazionale: Milano V.le Lombardia 20
- tel. 02/70631804  e mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.cub.it – www.cubvideo.it

 

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