Maria Teresa Turetta manifesta davanti al Comune di VicenzaI lavoratori della Sanità, ovvero gli ""eroi" della pandemia 2020-2021 che hanno salvato vite umane lavorando in condizioni indicibili,

trascurando riposi e affetti, ora saranno decimati perchè sospesi dal servizio in quanto non intendono, per vari motivi, sottoporsi al ricatto "o ti vaccini o ti tolgo il salario". E' quanto annunciato in questi giorni sulla stampa regionale.

Come sindacato ci siamo schierati a fianco dei sanitari che si ribellano a tale imposizione perchè troviamo inaccettabile e pericoloso questo ricatto, vile nei contenuti e nelle modalità di applicazione. La sospensione dal salario e dal servizio introdotta dal Decreto 44/2021 è totalmente deregolamentata dai contratti nazionali e dalla normativa del Pubblico Impiego e del lavoro privato; per tale motivo abbiamo considerato grave questo intervento normativo che colpisce e discrimina la categoria degli operatori sanitari ponendoli di fatto davanti alla scelta obbligata di vaccinarsi per poter mantenere il proprio stipendio e quindi sfamare i propri figli.

E' vergognosa la campagna diffamatoria messa in atto contro medici, infermieri e operatori che non si vogliono vaccinare per i più disparati motivi (ad esempio perchè sono già stati contagiati, hanno problemi di salute, hanno convinzioni personali che li inducono a non vaccinarsi): nei posti di lavoro e sulla stampa sono additati come untori e sbeffeggiati con epiteti come "No Vax". Ebbene molti di loro, se avessero la certezza che il vaccino proposto contro il sars Cov 2 garantisse realmente l'immunità, sarebbero i primi a vaccinarsi. In realtà siamo in presenza di un vaccino sperimentale che non tutela il vaccinato da ulteriori contagi e quindi, proprio per per evitare di trasmettere il contagio, a sua volta deve continuare a utilizzare i dispositivi di sicurezza (mascherine, guanti, ecc.).

Questa caccia agli untori finirà quando scopriremo i dati sui vaccinati che si sono ammalati, con i conseguenti contagi che avranno causato a loro volta: proprio per questo invieremo nei prossimi giorni una richiesta di dati in questo senso alla Regione Veneto. Inoltre saremo concretamente a fianco degli operatori sanitari con iniziative di mobilitazione in tutte le città per dire che per salvare la sanità veneta si devono affrontare problemi urgenti e annosi come la carenza di personale, la scarsità di sale di rianimazione, lo spreco di denaro che si concretizza quando i servizi sanitari pubblici sono privatizzati.

Soprattutto a breve tutti capiremo che la campagna denigratoria contro gli Operatori sanitari "No Vax" è funzionale a distrarre l'attenzione pubblica da chi con la Pandemia e con la sanità pubblica sta facendo i propri interessi.

CUB Sanità Veneto - info cell. 340 9240822 mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

CUB Sanità - dichiarazione di Maria Teresa Turetta segreteria regionale CUB Veneto

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