Il Coordinamento nazionale della CUB riunito in via telematica sulla piattaforma Zoom, il 10 giugno, per discutere dell’obbligo vaccinale per il comparto socio-sanitario approva il seguente ordine del giorno:

La CUB Nazionale, insieme alla categoria CUB Sanità, è fortemente impegnata nel sostegno ad una sanità pubblica, universale, gratuita e sottratta ai vincoli e agli appetiti del libero mercato.

Perciò sostiene la campagna “ No profits on pandemics” per la liberazione dei brevetti dal controllo delle multinazionali, affinchè tutti abbiano accesso gratuito ai vaccini e alle cure.
La CUB altresì contesta il decreto legge 44, recentemente convertito in legge, e sottolinea con preoccupazione che la sua piena applicazione porterebbe ad aumentare da subito le già gravi carenze del nostro servizio sanitario nazionale.

La CUB, consapevole che il problema possa evidenziarsi anche in altri settori e comparti del lavoro dipendente, ribadisce che si devono evitare i licenziamenti e che al personale va garantita la ricollocazione lavorativa o, in alternativa la garanzia del reddito.


La CUB respinge e condanna il comportamento corrivo di certa stampa, alla perenne ricerca del sensazionalismo scandalistico, che ci ha voluto etichettare come un sindacato contrario ai vaccini. A questo proposito è bene essere chiari: noi non entriamo nel merito dell’efficacia o meno delle pratiche mediche ma tuteliamo il libero accesso alle cure come specifico interesse di classe e il diritto al lavoro e al reddito per il personale in servizio.

Un diritto che ci impegniamo a sostenere in ogni sede. Queste, e solo queste, sono state e restano le priorità del nostro agire sindacale.

12 giugno 2021 CUB Coordinamento Nazionale

 

 

Foto sopra recente manifestazione Cub Sanita 

 

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