In occasione della Giornata Mondiale della Salute, la CUB di Roma, insieme al Comitato Anchise, dei familiari degli anziani ricoverati nelle RSA, ha organizzato un presidio presso il Ministero della Salute, in Piazza Castellani.


Diversi i temi all'ordine del giorno, che la pandemia ha drammaticamente fatto emergere, ma che la CUB denuncia da tempi non sospetti.
• L'aziendalizzazione e la privatizzazione del servizio sanitario nazionale, che sacrifica il diritto alla cura sull'altare del profitto, precarizzando i lavoratori. Un vero e proprio caporalato di stato, che la CUB Sanità di Roma ha denunciato alla magistratura, con cui le Aziende sanitarie affidano i servizi in appalto a cooperative, spesso palesemente false, che procacciano manodopera a basso costo e senza diritti.


• L’insufficienza del sistema sanitario nazionale che non adempie pienamente ad assicurare il diritto alla salute e alla cura su tutto il territorio nazionale, né grantisce parità di trattamento tra nord e sud e senza disitnzione di età reddito e di cittadinanza.


• La drammatica situazione che stanno vivendo, ormai da un anno, gli anziani e i disabili residenti nelle case di cura, privati degli affetti, che il Comitato Anchise, insieme alla CUB Sanità di Roma, aveva già rappresentato al ministro, chiedendo linee guida nazionali che consentissero l'accesso, in sicurezza, dei familiari, nelle RSA e nelle RSD, per garantire la continuità affettiva come parte integrante del percorso di cura.


• La difficoltà di accesso all'aborto, sia volontario, che terapeutico, che già prima della pandemia era limitato dalla grandissima diffusione all'obiezione di coscienza e allo stato di abbandono dei consultori, ma che in questi mesi è
diventato pressoché impossibile, anche a causa della totale disapplicazione dell'aborto farmacologico.
Una delegazione, composta dalla CUB Sanità, dalla CUB Donne e dal Comitato Anchise, è stata ricevuta da un funzionario del Gabinetto del Ministro Speranza ed ha portato all'attenzione del ministero le proprie rivendicazioni.
Abbiamo chiesto l'apertura di un tavolo di trattative per individuare le modalità per garantire agli operatori, sanitari e non, che attualmente lavorano alle dipendenze   aziende e cooperative in appalto, condizioni retributive e normative pari a quelle dei dipendenti pubblici e la possibilità di partecipare ai concorsi pubblici con quote riservate.
Abbiamo evidenziato come il sistema degli appalti, nel quale, peraltro, si annida il sottobosco della corruzione, abbia minato, negli anni, l'efficienza e l'efficacia del sistema sanitario, che oggi non riesce più a garantire il diritto alla salute, previsto dalla Costituzione.


Abbiamo denunciato la mancata applicazione dei protocolli per l'accesso dei familiari, da parte dei direttori sanitari di moltissime strutture sanitarie, che hanno preferito non assumersi alcuna responsabilità, negando la dignità stessa delle persone fragili, per età o per patologia.


La CUB Donne ha chiesto un intervento urgente nella riorganizzazione dei consultori e l'abolizione dell'obiezione di coscienza che, di fatto, impedisce alle donne l'esercizio di un diritto che lo stato dovrebbe garantire.
Nel corso dell’incontro, Pio Congi, della CUB Sanità di Roma, ha espresso preoccupazione sulla scelta dell’obbligo della vaccinazione per il personale sanitario e sulle relative sanzioni economiche, evidenziando la necessità di un confronto che, nel pieno rispetto dell’art.32 della Costituzione, tuteli il diritto alla salute e i diritti soggettivi di chi lavora.
Il Dr. Patacchia, funzionario del Ministero, si è impegnato a presentare le nostre istanze all'attenzione del Ministro Speranza.
In attesa di ottenere delle risposte, continuiamo la nostra lotta per la sanità pubblica, universale e gratuita, contro lo sfruttamento dei lavoratori.

7 aprile 2021

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