La terza ondata della pandemia è operativa. La circolazione del virus ha consentito la formazione di varianti, spesso più contagiose e/o letali del virus originale.


Liberismo economico e la la “teoria dell'immunità di gregge “ sono alla base della scelta di alcune nazioni di non percorrere la strada della quarantena ma di limitarsi a dispensare consigli ai cittadini, l'esperimento è fallito lo testimoniano gli innumerevoli decessi e la corsa (tardiva) alla ricerca dei vaccini.
Sarebbe stato necessario,in Italia, un rigoroso controllo alle frontiere e l'obbligo della quarantena sopratutto ai cittadini provenienti dagli stati impegnati nella ricerca vana dell'immunità per via naturale,e dove le varianti è più facile che si generino.


L'accordo, non trasparente, sottoscritto dai vertici dell'Europa per fornire una quantità di vaccini sufficienti alle necessità dei vari stati è stato messo in discussione poco dopo la stipula. Serve un investimento statale in merito alla produzione di farmaci e vaccini.
Un'altro passo falso per l'Europa che si dimostra inflessibile solo nella valutazione dei bilanci economici degli stati aderenti.
Gli operatori sanitari ,sopratutto impiegati in reparti con pazienti covid,se fortunati perché in numero adeguato rispetto alla dotazione organica, sono sottoposti ad un impegno molto gravoso che sopportano da molti mesi.
Anche nella nostra regione le criticità non mancano.


La pandemia è arrivata a ridosso della “concorsopoli” politico /sindacale.
La seconda fase pandemica non avrebbe dovuto sorprendere, la programmazione è essenziale per l'efficienza del sistema sanitario.La sanità territoriale ha necessità di importanti investimenti.
Programmare significa bandire concorsi in tempo ad anticipare le fasi del virus. I
concorsi,come previsto dalla norma, debbono essere banditi dalle singole aziende ospedaliere o Sanitarie.
La valutazione del numero dei dipendenti necessari al funzionamento delle strutture sanitarie,deve essere fatta, non secondo anacronistici limiti di spesa ma per assicurare il rispetto delle norme che regolano l'orario di lavoro dei sanitari e uno standard elevato delle prestazioni assistenziali.
L'organigramma delle strutture sanitarie registra un'abbondanza di posizioni organizzative sull'operato delle quali si devono esprimere i dipendenti sanitari.


La comprensione dei problemi necessita di trasparenza .I dipendenti sanitari debbono poter parlare liberamente portando a conoscenza la collettività dei problemi con i quali si debbono confrontare quotidianamente per far funzionare il sistema sanitario pubblico.


CUB SANITÀ ITALIANA PERUGIA

14 03 2021 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

FaceBook