Partita la campagna planetaria, per una vaccinazione di massa a cui pare ormai certo che non avranno accesso i Paesi a basso reddito, cioè la maggior parte della popolazione mondiale che rischia di esserne esclusa.

Premessa questa vergogna, In Italia per primi pare che saranno vaccinati le lavoratrici e i lavoratori dei settori sanitario e socio-sanitario, oltre che via via, ogni soggetto ivi ricoverato e/o fragile. Ogni lavoratore mantiene (per ora) la propria libertà di scelta rispetto al diritto di potersi vaccinare contro al Covid-19 ma pare giusto dire anche che al momento la sola possibilità prospettata dalla Scienza, utile ad uscire da questa Pandemia, pare sia la prevenzione col Vaccino, prima ancora della eventuale cura.
È naturale che i lavoratori siano dubbiosi apprendendo dal consenso informato (che va preteso per diritto) i possibili effetti collaterali del farmaco. Ogni lavoratore deve quindi rivolgersi al proprio Medico o al Medico Aziendale per accertarsi di non incorrere nelle controindicazioni elencate e farle presente, sempre per diritto, al gruppo vaccinatore che constaterà tali circostanze adottando diverse soluzioni. Utile rendere noto ai lavoratori che la firma sul consenso informato, può essere ritirata in ogni successivo momento.
I lavoratori che non possono vaccinarsi per ragioni mediche non devono essere criminalizzati ma protetti, e pari affermazione vale anche per chi al momento appare indeciso o ancora molto scettico anche perché non ci sono ancora dati disponibili sull’efficacia a lungo termine dei vaccini e sui possibili effetti indesiderati nel tempo, ma questo è inevitabile per ogni farmaco nuovo introdotto sul mercato: i lavoratori si attendono un accurato monitoraggio di massa post vaccinale nei mesi a venire poiché l’adesione a una campagna di massa non può prevedere obblighi né penalizzazioni e necessita di informazione completa e indipendente da interessi. Quello che chiediamo è che non siano effettuate pressioni e minacce di rischi sanzionatori, di sospensioni dal lavoro e dal salario per giungere financo al licenziamento come da alcuni paventato, avverso a chi non può o al momento non è ancora più che convinto a vaccinarsi, ognuno per le sue ragioni.
CUB SANITÀ È A DISPOSIZIONE PER TUTELARE LE LAVORATRICI E I LAVORATORI TUTTE/I OVUNQUE.
Chi si sentisse oggetto di pressioni e di minacce deve sapere che queste pressioni sono illecite e può contattare subito il sindacato CUB locale per ricorrere agli organi di Vigilanza o al Giudice. Nel contempo, occorre tenere altissima la guardia sulla prevenzione e la tutela della salute nei posti di lavoro e nella società, perché ancora non sappiamo come la vaccinazione influenzerà l’evolversi della pandemia. Per questo rivendichiamo un esteso monitoraggio post vaccinale. Per la salute e la sicurezza dei lavoratori, degli utenti e dei malati, bisognerà continuare a esigere i DPI adeguati, sorveglianza sanitaria adeguata, ritmi e modalità di lavoro compatibili con la salute, il diritto al riposo. Il vaccino non può essere invocato a pretesto dai datori di lavoro per eludere i diritti dei lavoratori. 

12.1.2021


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