INSEGUENDO IL COVID-19 - È arrivato il mese di Ottobre e la diffusione del virus Covid 19 è ripresa con grande slancio.

Chi pensava che dopo l'estate la situazione si sarebbe normalizzata ha sbagliato del tutto i calcoli.
La storia umana ci insegna che il passaggio di specie di un virus crea problemi enormi a cui si pone rimedio sono dopo un certo lasso di tempo.
Ad oggi non esiste un antivirale specifico ne un vaccino la cui efficacia sia dimostrata, inoltre la risposta immunitaria dei guariti non si dimostra persistente.
In attesa di avere strumenti più efficaci ed in quantità sufficiente, la prudenza e la programmazione sarebbero dovute essere elementi fondamentali per porre in essere una strategia valida nel breve e nel lungo tempo.
La polemica politica è incentrata sulle risorse che le regioni, dopo la presentazione di appositi piani di investimento, debbono avere dal governo.
Alcuni presidenti di regione affermano di aver presentato i loro progetti al governo a Luglio e di aver ricevuto risposta i primi giorni di Ottobre.
È necessario trovare alloggi per i contagiati non ammalati, per gli ammalati e per chi colpito dal virus si trova in condizioni critiche tanto da aver bisogno di un posto letto in rianimazione.
In Umbria il problemi si manifestano in modo evidente e richiedono decisioni rapide, razionali che rispondano sia alla necessità di cura dei colpiti dal virus sia dei pazienti che afferiscono alle strutture sanitarie afflitti da altre patologie e che in molti casi sono inseriti liste di attesa da molti mesi.
La stampa locale accredita l'ipotesi di decisioni della regione che prevedono lo spostamento in due presidi ospedalieri uno a nord ed uno al sud dell'Umbria dove collocare i malati di covid.
Questa ipotesi risponde sicuramente alla esigenza di limitare fortemente i ricoveri di pazienti covid nelle due Aziende ospedaliere in modo che possano essere operative al massimo delle loro potenzialità andando a rispondere in modo efficiente alle altre domande di salute che provengono dalla popolazione,anche con la collaborazione di ospedali di grandezza intermedia.
Sono necessarie decisioni immediate sia in termini di assunzione di personale, la necessità di alcune centinaia di infermieri è improrogabile, di personale medico e tecnico, di apparecchiature, evitando anacronistiche gare d'appalto che durano mesi, affidando alla responsabilità dei direttori l'acquisto delle stesse.
Deve essere garantita al personale sanitario la disponibilità dei presidi di protezione individuale ,le cui caratteristiche debbono essere vagliate da una commissione che deve vedere la presenza inderogabile dei rappresentanti degli ordini professionali.
La sottovalutazione del virus ha creato problemi enormi a livello mondiale, è necessario cambiare ritmo,con costante ascolto degli operatori sanitari che sono in prima fila in questa battaglia.
PERUGIA 21/10/2020
CUB SANITÀ ITALIANA
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