La Costituzione italiana all’art. 32 riconosce la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Questo nobile intento, però, è oggi gravemente compromesso dalle politiche scellerate che hanno depredato il SSN negli ultimi 30 anni.
Solo negli ultimi 10 anni si sono persi 37 miliardi, tra tagli e minori spese. Inoltre, l’affidamento ai privati, anche tramite convenzioni, della gestione della salute dei cittadini e la spinta al welfare aziendale, hanno determinato un aumento dei costi per curarsi, la carenza di strutture sanitarie e posti letto, personale sanitario e non sanitario insufficiente, lavoro precario e ultrafessibile con il sistema degli appalti, mancanza di fondi per la ricerca.

La pandemia ha dimostrato che soltanto la sanità pubblica può tutelare la salute dei cittadini, mentre i privati si muovono solo con garanzie di rimborsi da parte dello Stato. Per i privati l’importante è il profitto.

Nonostante i proclami del Governo e della Regione Lazio, non vediamo cenni di inversione di tendenza; viene riproposto un modello liberista che non mette in discussione le privatizzazioni e sostanzialmente non attacca le criticità che proprio l’emergenza sanitaria ha ampiamente mostrato.
Molti servizi, essenziali per il funzionamento del sistema sanitario, sono svolti da lavoratori che operano in somministrazione o in appalto, i quali hanno continuato a lavorare durante la fase di emergenza, molto spesso senza le dovute precauzioni e misure di sicurezza a causa dello scarica barile di competenze.
Molti appalti sono, oggi, in scadenza e si prospettano tagli netti, anche fino al 40% dei salari, e un generale demansionamento del personale (ad esempio quello del centralino dell’Ospedale Pertini di Roma).
Per questo abbiamo scritto ad istituzioni, Regione e associazioni datoriali per aprire un tavolo di discussione sulla sanità con le seguenti rivendicazioni:
− Competenza esclusivamente pubblica sulla gestione della salute;

− Aumenti salariali per i lavoratori tutti ed adesione ad un unico CCNL Sanità Pubblica;
− Abolizione del sistema privato e degli appalti ,affidamento al pubblico con garanzia
occupazionale di tutti i lavoratori coinvolti per quanto riguarda ospedali, cliniche, RSA, RSD, centri
diurni, domiciliari, etc.;
− Riduzione orario lavorativo a parità di salario;
− Investimenti in prevenzione, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, strutture sanitarie, personale
sanitario e non sanitario
− Rilancio potenziamento e riorganizzazione della medicina territoriale -internalizzazione come unica soluzione allo scempio degli appalti spezzatino a discapito dei lavoratori che non vedono riconosciuto il proprio salario al pari del personale strutturato.

Registriamo l’adesione alla giornata di mobilitazione delle OO.SS. USI Intercategoriale, Cobas Cooperative, raggruppamento Operatori Sociali in Lotta.
Appuntamento dalle ore 11,00 Regione Lazio via Piazza O. da Pordenone.
Il presidio sarà continuativo proseguendo oltre le ore 15,00 con la manifestazione
La Salute non è una Merce


Roma giugno 2020

CUB Sanità
Ponzio Comino 56,Roma

       volantino-26-giugno-2020-Roma-Cub-sanita.pdf
 

 
 
 
 
 
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