Viviamo una fase di pandemia. Il virus denominato covid 19 è diventato un problema mondiale .

Questo virus, che ha attraversato il confine cinese sta mettendo a dura prova i sistemi sanitari europei in assenza di una azione politica dell' Europa, che ha dimostrato ancora una volta di esistere per esigere il rispetto di clausole vessatorie che impediscono investimenti pubblici.
Sarebbe bastato un cordone sanitario Europeo tempestivo con controllo rigoroso e relativa quarantena sulle persone in transito dalla Cina e l'infezione si sarebbe arginata.

Ma la globalizzazione non ammette ne confini ne controlli, neanche provvisori,altrimenti si potrebbero fermare la delocalizzazione delle aziende e gli investimenti fuori dai confini nazionali che rendono moltissimo.
Se non ci fosse questo oggi avremmo numerose aziende in Italia che producono,  presidi e DPI (dispositivi di protezione individuale) e non ci sarebbe la ricerca disperata sul mercato internazionale.
La sanità pubblica da decine di anni ha subito tagli importanti e privatizzazioni.
La chiusura di ospedali, la riduzione dei posti letto,anche di intensiva, l'accreditamento di strutture private ed anche gli appalti per settori considerati di scarso rilievo come la sanificazione dei presidi ospedalieri e sanitari.
In un quadro desolante non poteva mancare la giusta dose di clientelismo politico/sindacale.

IN una fase anche drammatica per gli aspetti sociali ed umani che implica, con provvedimenti del governo che sono arrivati tardivamente rispetto alla virulenza del fenomeno,sono gli operatori sanitari a doversi far carico delle enormi problematiche assistenziali ed a pagare il prezzo più alto, fino alle estreme conseguenze.
Non andrà tutto bene, chi è in trincea lo sa, è già andata male, si lavora per arginare il peggio.

Anche nella nostra regione, per quanto piccola il problema è rilevante.
Servono posti letto, ma da diversi anni, la mobilità sanitaria ha fatto si che la sanità Umbra si accollasse i problemi di altre regioni .
Un problema molto serio che oltre ad allungare le liste d'attesa e contribuire ad occupare posti letto costringe molti cittadini Umbri a cercare una risposta alle esigenze di salute lontano dal territorio dove vivono.
La nostra azione sindacale si concentra nella tutela della salute degli operatori sanitari.
Informazione sul ruolo dei RLS e delle figure previste dal testo unico sulla salute e sicurezza (Dlgs 81/08), in modo che gli operatori sanitari abbiano alcuni strumenti a disposizione per rivendicare la propria incolumità, attraverso Dispositivi di protezione individuale e la conoscenza di protocolli legati alla emergenza virus che stiamo vivendo.

Chiediamo che,si proceda ad un numero considerevole di assunzioni, e venga effettuato il tampone a tutti gli operatori sanitari.
Inoltre negli ospedali della nostra regione si preveda l'attribuzione,della indennità di malattie infettive a tutti i servizi (radiologia ed laboratorio), pronto soccorso/118 e reparti che prendono in carico pazienti Covid,tale indennità contrattuale  é economicamente inconsistente per cui per chi assiste pazienti Covid tale indennità deve essere triplicata di valore superando uno dei tanti limiti del contratto nazionale.

CUB SANITÀ ITALIANA PERUGIA

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Perugia 20/03/2020
Via R.D'Andreotto 47
 

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