Cub pubblco impiego

1) ELEZIONI RSU 2015 PUBBLICO IMPIEGO dal 3 al 5 marzo 2015. 2) CHE FINE FARANNO I DIPENDENTI DELLE PROVINCE? 3) Consorzi di Polizia Locale e servizi comunali in convenzione: serve sempre il consenso del lavoratori. 4) INDEBITA TRATTENUTA PER IL TFR AI DIPENDENTI ASSUNTI DOPO IL 200. 5) MALATTIA: orari reperibilità ed esenzion. 6) La Corte di Giustizia Europea dà ragione ai precari. 7) È legittimo il rifiuto del dipendente a svolgere lavoro straordinario anche in caso di esigenze straordinarie

 

 

 

 

È legittimo il rifiuto del dipendente a svolgere lavoro straordinario anche in caso di esigenze straordinarie (Sentenza del 04 agosto 2014, n. 17582 della Corte di Cassazione)

La possibilità da parte del dirigente di obbligare, per esigenze di servizio, i propri dipendenti allo svolgimento di attività straordinarie, incontra il limite dell’accettazione da parte dei dipendenti del maggior orario di lavoro a loro richiesto.

Questa la sintesi dei contenuti della recente Sentenza del 04 agosto 2014, n. 17582 della Corte di Cassazione, sezione del lavoro. Da ciò discende come conseguenza la facoltà da parte del lavoratore di poter rifiutare lo svolgimento di lavoro straordinario, anche in presenza di un ordine di servizio disposto dal dirigente. Il mancato assenso del lavoratore alla prestazione straordinaria richiesta, non potrà avere conseguenze sanzionatorie in ambito disciplinare, restando nella sua piena disponibilità la decisione di svolgere o meno le ore supplementari richieste.

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La Corte di Giustizia Europea dà ragione ai precari.

 La CUB esulta per questo risultato. Ora basta scuse: assumere i precari storici che da anni prestano la loro opera nelle scuole e negli enti locali è un dovere.

Era attesa da tanti precari la sentenza di oggi della Corte di Giustizia Europea che ha dichiarato che la normativa italiana è illegittima laddove esclude il diritto degli insegnanti e del personale precario del pubblico impiego ad essere assunto a tempo indeterminato dopo 36 mesi di servizio a tempo determinato, oltre al risarcimento del danno. Tale decisione dovrà avere applicazione diretta nell'ordinamento italiano, con effetto immediato, su tutti i ricorsi presentati innanzi ai Giudici del Lavoro dai precari della scuola, insegnanti e personale amministrativo (ATA), anche quello alle dipendenze degli enti locali, per cui ai lavoratori dovrà essere riconosciuta la conversione del contratto di lavoro a tempo indeterminato, oltre al risarcimento
del danno per il periodo di precarietà illegittimamente trascorso.
Questa storica decisione conforta la battaglia dei tanti precari sostenuti nelle vertenze legali portate avanti dalla CUB Pubblico Impiego, i quali ora attendono di capire come i giudici applicheranno questa sentenza definitiva della Corte Europea.

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CHE FINE FARANNO I DIPENDENTI DELLE PROVINCE?

Dopo la riforma Delrio e il taglio di un miliardo dei fondi statali, i nuovi compiti non sono ancora stati ripartiti tra le amministrazioni. Dal prossimo primo gennaio lo Stato chiederà alle Province di tagliare un miliardo dalle loro uscite. Secondo i calcoli resi noti a inizio settembre dal governo, degli oltre 47 mila attuali dipendenti delle amministrazioni provinciali, 27 mila dovrebbero rimanere nei loro attuali uffici mentre i rimanenti ventimila dovrebbero trasferirsi nelle altre amministrazioni locali.
Quello delle Provincie è il classico pasticcio all’italiana, un caos voluto dall’attuale politica fatta di slogan in cui la confusione regna sovrana, ma in ballo c’è il destino di decine di migliaia di lavoratori.

Quale fosse il reale scopo di questa riforma rimane un mistero. Anche i lavoratori dei centri per l’impiego dovrebbero essere trasferiti in altri enti, ma non si sa ancora in quali! In ballo c’è la costituzione dell’agenzia regionale (o nazionale) per il lavoro. Ma il progetto è ancora al punto di partenza.

 In questo caos normativo la CUB si schiera apertamente a fianco dei lavoratori delle Province che in questi mesi stanno vivendo sulla loro pelle il clima d’incertezza creato ad arte da un pessimo modo di gestire la cosa pubblica.

Riprendiamoci i servizi, difendiamo la cosa pubblica, mandiamo fuori la politica dai palazzi, cacciamo i corrotti. Meno spese per la politica e meno dirigenti ammanicati con essa: è da lì che bisogna ripartire. Questa riforma pasticciata è la fotografia delle politiche dell’attuale Governo che con una mano dà gli 80 euro e non a tutti, e con l’altra taglia servizi pubblici di primaria importanza, come sanità, scuole, asili.

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Consorzi di Polizia Locale e servizi comunali in convenzione: serve sempre il consenso del lavoratore.
La legge di stabilità 2013 (ossia la Legge 228/2012),, ai commi 413 e 414 dell’articolo 1, dispone rispettivamente:

“A decorrere dal 1° gennaio 2013, i provvedimenti con i quali sono disposte le assegnazioni temporanee. del personale tra amministrazioni pubbliche, di cui all'articolo 30, comma 2-sexies, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono adottati d'intesa tra le amministrazioni interessate, con l'assenso dell'interessato." e “A decorrere dal 1° gennaio 2013, per gli enti pubblici, il provvedimento di comando, di cui all'articolo, comma3, del decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, è adottato d'intesa tra le amministrazioni interessate, previo assenso dell'interessato."

Tale normativa dipana una volta per tutte i dubbi sollevati dall’Aran che, in un recente parere del 13.7.2012, aveva sostenuto “non si ritiene che il consenso del lavoratore addetto ad un determinato servizio sia necessario anche ai fini anche della decisione di un ente di convenzionare con altri enti l’esercizio del suddetto servizio, ai sensi dell’art. 30 del D.Lgs. n. 267/2000. Si tratta, infatti, di una decisione di natura eminentemente politica, attinente alla stessa organizzazione fondamentale dell'ente circa le concrete modalità di esercizio delle proprie funzioni istituzionali che, in quanto tale, non può essere limitata o, comunque, essere subordinata all’interesse o alla volontà del singolo o dei diversi lavoratori eventualmente coinvolti”.
 
Sulla scorta di tale parere e di altri simili, le amministrazioni locali hanno fino ad oggi ritenuto di non dover chiedere alcun consenso al dipendente da utilizzare nei servizi in convenzione ex art. 30 del D.Lgs 267/2000.

Ora, invece, la parola spetta ai lavoratori: serve il loro assenso e tale diritto è previsto, oltre che dall’art.14 del CCNL 22.1.2004, anche dalla Legge di stabilità 2013.
L’ente locale, che non ha rispettato tale formalità, è inadempiente.

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INDEBITA TRATTENUTA PER IL TFR AI DIPENDENTI ASSUNTI DOPO IL 2000

 La CUB Pubblico Impiego a gennaio 2015 presenterà una causa pilota presso il Tribunale di Varese a tutela dei lavoratori assunti dal 2001 in poi in regime di TFR.

Nel frattempo invitiamo i lavoratori in questione a farsi vivi presso le nostre sedi sindacali per trasmettere al più presto la diffida e messa in mora al proprio ente per bloccare i tempi di prescrizione. Le somme indebitamente sottratte dalla loro busta paga per il TFR, infatti, vanno incontro alla prescrizione quinquennale.

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MALATTIA: orari reperibilità ed esenzioni

In caso di malattia la reperibilità al domicilio indicato dal dipendente è dalle ore 9-13 e 15-18 di ogni giorno, compresi domeniche e festivi.

L'articolo 69 del decreto legislativo 150/2009, ha escluso dall'obbligo della visita fiscale i dipendenti per i quali l’assenza dal posto di lavoro sia determinata da:

• patologie gravi che richiedono terapie salvavita.
• infortuni sul lavoro.
• malattie per le quali è stata riconosciuta la causa di servizio.
• stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta.

Pertanto se la malattia è connessa ad una delle condizioni sopra elencate e solo se l'amministrazione è già in possesso della documentazione formale sanitaria che certifichi la patologia che causa l'esclusione dal suddetto obbligo, il dipendente non ha l’obbligo di reperibilità. Il decreto ha inoltre escluso dal predetto obbligo di reperibilità anche i dipendenti nei confronti dei quali è stata già effettuata la visita fiscale per il periodo di prognosi indicato nel certificato medico.

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ELEZIONI RSU 2015 PUBBLICO IMPIEGO
dal 3 al 5 marzo 2015 si voterà per il rinnovo delle Rsu nel Pubblico Impiego
La CUB Pubblico impiego invita i lavoratori a partecipare attivamente a questa tornata elettorale: candidarsi e sostenere le liste CUB è importante perché
la CUB è sempre dalla parte dei lavoratori.

Passa dalla tua parte!
Iscriviti, vota e sostieni le liste CUB Pubblico Impiego!

CUB Pubblico Impiego
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