Incontro assolutamente freddo e inconcludente quello di oggi tra Organizzazioni sindacali e Assessore alla sicurezza Rotondi chiesto a gran voce dopo il grave episodio di aggressione occorso ad un  vice ispettore di P.L. nel corso di un pattugliamento anti prostituzione.


L’assessore Rotondi non ha voluto ammettere il fallimento dell’ordinanza anti prostituzione, nonostante  tutti ancora ricordino l’eco delle sue dichiarazioni spontanee su Facebook dell'11 settembre 2013 in cui affermava che, nonostante l’ordinanza le lucciole «non si spostano nemmeno con le cannonate» e che serve un'azione politica nazionale ma per ora «si muovono solo le terze o quarte file», riferendosi appunto agli agenti di P.L.
Questo provvedimento adottato dal sindaco “sceriffo”, era e rimane una battaglia persa in partenza proprio per l'enormità del fenomeno e la vastità degli interessi che genera. Se poi a questo aggiungiamo anche la mancanza di normativa a supporto dell'operato di chi deve intervenire, allora il quadro è completo. Pensare di debellare il fenomeno prostituzione con un'ordinanza è da irresponsabili  ed incoscienti. Ma se queste sono le velleità del Sindaco “sceriffo”, le responsabilità à maggiori sono di chi comanda e dispone del personale che costantemente viene impiegato per "arginare", per "controllare", per rendere visibile alla cittadinanza “l’impegno da parte dell’amministrazione” anche se in realtà tutti sappiamo che è solo fumo negli occhi.
Questo tipo di ordinanze sono inutili, mettono a repentaglio la sicurezza degli operatori, distolgono personale dalle loro funzioni principali che sono in primis la verifica del rispetto del codice della strada.
 E’ altresì grave che i pattugliamenti anti prostituzione siano stati inseriti come obiettivo strategico nel PEG per il settore P.L. e quindi come progetto da perseguire per ottenere il premio incentivante la produttività. Se per gli agenti di P.L. rischiare la pelle a questo scopo può valere 1.000 - 1200 euro l’anno di premio lordi, per il comandante tale premio viene decuplicato senza rischiare nulla.
La CUB Pubblico Impiego si schiera da parte di quei lavoratori che non sono disposti a rischiare la vita per una manciata di denari. Il sindaco, la giunta e il comandante devono salvaguardare la sicurezza del personale di P.L. non mandare allo sbaraglio, a puro scopo di immagine, lavoratori cui non competono questo tipo di funzioni.
La CUB ha chiesto che l’ordinanza anti prostituzione sia ritirata, unitamente a tutte le altre inutili ordinanze (anti accattonaggio, anti bivacco ecc.) e che sia implementato l’intervento dei servizi sociali sia a tutela delle donne/prostitute vittime della criminalità organizzata sia di chi, più in generale, vive in stato di disagio sociale.


Maria Teresa Turetta
CUB Pubblico Impiego
Vicenza
Via Napoli 62

 

 

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