presidio al CNE a Milano

"UN CALVARIO CHE NON SIAMO PIU' DISPOSTE AD ACCETTARE" . Questo è quanto affermano le lavoratrici addette al servizio di pulizia negli istituti scolastici della Provincia di Varese

AFFERMARE LA PROPRIA DIGNITA' CON LA LOTTA!

"UN CALVARIO CHE NON SIAMO PIU' DISPOSTE AD ACCETTARE" .

Questo è quanto affermano le lavoratrici addette al servizio di pulizia negli istituti scolastici della Provincia di Varese.

L'assemblea tenutasi la settimana scorsa, quando le donne si sono recate a Milano per rivendicare il proprio stipendio, sotto gli uffici del Consorzio CNE, improvvisando un'assemblea hanno affermato di non accettare passivamente i ritardi continui degli stipendi e di lottare con determinazione per salvare i posti di lavoro, dopo l'apertura, da parte dell'azienda della procedura di licenziamento per 144 dipendenti in tutta a Lombardia (circa 90 solo nella provincia di Varese).

L'assemblea ha deciso di programmare una serie di iniziative tra le quali:

un presidio per giovedi' 9 maggio 2013 a partire dalle ore 9.30 davanti agli Uffici dell'INPS di Varese, per rivendicare i propri soldi dal Fondo di Tesoreria che oramai da troppo tempo l'ENTE non eroga, senza nessuna spiegazione.

Il calvario che le lavoratrici da tempo si trovano ad affrontare non solo nella precariet del lavoro ma anche per i mancati pagamenti del dovuto da parte delle varie Cooperative che negli appalti e subappalti si sono alternate nel servizio di pulizia negli istituti scolastici.

È dal 2009 che la cooperativa Sette Laghi, che gestiva il servizio è fallita e per avere il TFR dall'INPS è un' avventura (pur avendo terminato tutte le lunghissime procedure) nonostante solleciti degli avvocati e delle stesse lavoratrici.

Da tempo l'Ente Pubblico e il Direttore più volte sollecitato via e-mail e telefonicamente non rispondono.

Le lavoratrici non intendono rinunciare al dovuto e ritengono un'offesa elemosinare i propri soldi dopo averli sudati, in un Paese dove spesso al ricchezza è depredata senza scrupoli.

"Se per affermare il proprio diritto bisogna alzare la voce ancora più forte, non ci faremo intimidire e lanciamo un segnale a tutti quei lavoratori e lavoratrici che sono nelle stesse nostre condizioni e ai migliaia di lavoratori e lavoratrici che nel territorio sono in Cassa Integrazione con notevoli ritardi nel percepire il dovuto"

La crisi non la dobbiamo pagare noi.

Gallarate, 8.05.2013

A.L.COBAS CUB Varese

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