Intolleranti al razzismo, per abbattere muri e frontiere, per una cittadinanza globale. Sabato 30 Maggio manifestazione globale contro il G8 a Roma 

 

G8: intolleranti al razzismo.

Nabruka Mimuni, questo è il nome della donna che si è tolta la vita nella notte tra il 6 e il 7 maggio nel lager di Ponte Galeria, alle porte di Roma.
Centinaia sono le persone delle quali non conosciamo il nome né la sorte respinte verso la Libia nella stessa notte, inaugurando la linea dura del ministro Maroni sui respingimenti in mare.
Inutile parlare di diritti umani inviolabili, illusorio appellarsi ad una qualche convenzione internazionale, insufficiente erigersi a difesa della Costituzione Italiana.
Classi separate, autobus separati, medici spia, presidi spia, reato di clandestinità, sindaci sceriffo, "sicurezza partecipata", esercito nelle strade, militarismo civico, checkpoint metropolitani: il mondo intorno a noi sembra evolversi rapidamente in un'escalation di razzismo e violenza istituzionale che mira a stringere tutte e tutti nella morsa della paura, dello sfruttamento e del controllo.
Il governo blinda il pacchetto sicurezza.
Non si vuole un'Italia multietnica e lo spettro dell'apartheid, si fa realtà.
Le politiche razziste e securitarie sono pratiche di governo nella crisi economica.
In assenza di politiche anticrisi, l'unica risposta è la sicurezza che si traduce nella riduzione di libertà e diritti.
Come fermare, altrimenti, le resistenze se non ingabbiando (preventivamente) la societàà, producendo separazione e odio razziale?
Queste misure colpiscono in particolare i/le migranti, ma riguardano tutti e puntano a dividere e a rompere i rapporti di solidarietà tra le persone, alimentando la paura e rendendo tutti più ricattabili.
Ma il futuro non è scritto.
Le rivolte nei centri di detenzione per migranti (CIE), da Lampedusa a Torino, da Milano a Ponte Galeria, accendono un fuoco di speranza e libertà.
Le voci e le mobilitazioni contro il pacchetto sicurezza gridano che sono molti a sfidare la paura.
Le lotte sociali non si fermano, anzi si moltiplicano.
È urgente, quindi, mobilitarsi per rendere visibile l'indignazione e la rabbia nei confronti di un governo e una societàà sempre più razzista
A Roma, tra il 28 e il 30 maggio, si svolge il G8 dei ministri della giustizia e degli interni: discutono di sicurezza, crisi e immigrazione.
Sono in 8, solo in 8.
Vorrebbero gestire la crisi sulla nostra pelle, laddove la politica economica non offre soluzioni, laddove il capitalismo traballa, laddove la crisi è globale e non conosce frontiere.
La loro risposta è approfondire le differenze, contenere chi si ribella e chi lotta per la propria dignità.
E' arrivato il momento di far convergere le nostre lotte, le lotte dei migranti, degli studenti, di lavoratori e lavoratrici precari/e che si ribellano a un mondo fatto di sbarramenti e frontiere, di muri e razzismo feroce.
Queste lotte stanno costruendo una rete di resistenze alla crisi, al pacchetto sicurezza e al G8 di fine maggio, che intende ratificare provvedimenti già operativi da tempo.
Sui nostri corpi, sulle nostre vite, contro i nostri diritti.
Per contestare le politiche razziste e liberticide del governo del mondo, laddove il razzismo non guarda solo al colore della pelle, ma vuole colpire trasversalmente tutti coloro che reclamano diritti, reddito, casa, cittadinanza, libertà di movimento.
 

Sabato 30 Maggio 2009
Manifestazione globale contro il G8
Roma - ore 14 Porta Maggiore - ROMA

Contro il pacchetto sicurezza e le leggi razziste.
Per la chiusura dei CIE in Italia, in Europa e in tutto il mediterraneo.
L'unica sicurezza che vogliamo è la libertà.
Contro frontiere e muri, per la libertà di movimento.
Siamo tutti clandestini, la cittadinanza che vogliamo è globale.

RdB MEF - CUB ROMA

 

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