tra Brunetta- Draghi e i tre segretari nazionali di CGIL CISL UIL...otto pagine di fuffa quando invece

bastava scrivere pochi concetti chiari che invece non traspaiono dalla lettura del documento ossia: aumento degli organici attraverso nuove assunzioni, stabilizzazione di tutti i precari, dei 10 mila Vigili del Fuoco discontinui, di tutti i Forestali, Ricercatori, i precari di scuola e sanità.

Aumenti di 300 euro mensili non legati alla meritocrazia, introduzione della 14 ^ mensilità, introduzione degli scatti biennali di anzianità, anticipo pensionistico per gli addetti ai lavori usuranti (insegnanti, operai, educatori, personale sanitario).
Ricordate le famose tre I (internet, inglese e impresa) che avrebbero dovuto risollevare le sorti dela scuola pubblica? Si sono dimostrate un fallimento e la scuola ha continuato ad accumulare ritardi, dagli organici alla manutenzione dei plessi scolastici con tanti istituti ancora oggi privi di aule multimediali e palestre.
Oggi Brunetta propone una sorta di nuovo alfabeto per la Pa costituito da Buona amministrazione, accesso, capitale umano e digitalizzazione.


Forse buone intenzioni che all'atto pratico paleseranno innumerevoli limiti e contraddizioni perchè finalizzate a piegare la Pubblica amministrazione ai desiderata delle imprese. Basterebbe pensare alla assenza di formazione nei comparti pubblici, sovente circoscritta ai corsi obbligatori per legge e non al costante aggiornamento del personale, oppure alla buona amministrazione che si traduce nel raggiungimento ad ogni costo dei programmi di mandato dei sindaci e degli amministratori (magari anche quando hanno impatti solo negativi sulla macchina organizzativa), gli enormi ritardi accumulati da Amministrazione trasparente (tanti sono i dati senza aggiornamento) o nel collegare uffici e servizi a banche date. Negli Enti pubblici ci sono computer vecchi di 15 anni inaccessibili a programmi indispensabili per il lavoro quotidiano.

E che dire poi del capitale umano in una Pa che vanta la forza lavoro piu' vecchia d'Europa e con progressioni di carriera sostanzialmente bloccate per la maggioranza dei dipendenti stando alle ultime indicazioni dell'Aran sulle progressioni orizzontali?
In pochi anni la Pa ha perso oltre 300 mila posti di lavoro, sanità , ricerca ed enti locali sono i settori piu' colpiti da tetti di spesa e regole d'austerità costruite ad arte solo per contenere la spesa di personale.
Un cambiamento radicale nella Pa necessiterebbe la rimozione di tutte queste regole, non ultima la sostenibilità finanziaria negli enti locali e i tetti di spesa per il personale a tempo indeterminato, al contrario si va verso deroghe alla spesa per i tempi determinati e i contratti flessibili in una Pa nella quale non si ha neppure il coraggio di avviare una vera stabilizzazione dei precari.
Rimbocchiamoci le maniche: come lavoratori e sindacalisti conflittuali c'è molto da fare !


CUB Pubblico Impiego

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marzo 2021

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