Intervento di Daniela Mosca   - video Senato 3  su audizioni per Cub Pubblico impiego h 17.15 del 9 aprile 2019

SENATO DELLA REPUBBLICA
COMMISSIONE LAVORO PUBBLICO E PRIVATO PREVIDENZA SOCIALE

Audizione 9 aprile 2019 - Disegno di Legge n. 1122, recante deleghe al Governo per il miglioramento della Pubblica Amministrazione.

Un disegno di Legge che non incide sulle questioni reali

Iniziamo le nostre osservazioni dall’art.7, il penultimo di questo Disegno di Legge presentato dal Ministro della Funzione Pubblica, che al comma 1, in una sola frase, rivela la causa di molti problemi della Pubblica Amministrazione:“dall’attuazione delle disposizioni della presente legge e dei decreti legislativi da essa previsti non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”.
Rivolgiamo la domanda al Ministro della Funzione Pubblica di questo Governo “del cambiamento”: dov’è la novità?
In perfetta continuità con i Governi precedenti, in ossequio alle politiche di tagli e riduzione dei servizi pubblici voluti dall’Europa e dai poteri forti di questo Paese, questo Disegno di Legge non interviene sui reali problemi della Pubblica Amministrazione ma si limita da una parte a definire norme di riordino della dirigenza e dall’altra prefigura ulteriori restrizioni giuridiche e contrattuali nei confronti dei dipendenti pubblici.
Oggi, come ieri, i problemi della pubblica amministrazione sono gli stessi e nulla è previsto per superarli.

- Nessuna risorsa per il rinnovo dei contratti: gli ultimi, che hanno ridotto da 11 a 4 i comparti pubblici, sono già scaduti a dicembre 2018, senza alcun recupero salariale, neanche in termini di potere di acquisto, dopo 10 anni di blocco contrattuale.
- Contrattazione decentrata paralizzata proprio per l’assenza di finanziamenti.
- Blocco delle assunzioni e presenza di migliaia di lavoratori precari, utilizzati per evitare il collasso di uffici centrali e locali, di ospedali e scuole.
- “Quota 100” che non cancella la legge Fornero e su cui la CUB ha già avuto modo di esprimere le proprie valutazioni nel corso dell’audizione del 5 febbraio 2019. Una “riforma” caratterizzata da discriminazioni pesantissime nei confronti dei lavoratori pubblici, già costretti ad aspettare circa 2 anni dalla cessazione del servizio per avere il proprio TFR/TFS ed ora ad attendere i 67 anni di età anagrafica o, in alternativa, a rivolgersi alle banche per avere un anticipo dei propri soldi, pagandoci anche gli interessi!
- Carichi di lavoro sempre più insostenibili, non supportati da strumenti e procedure idonee a velocizzare davvero gli iter burocratici cui si è costretti. Collegare le banche dati delle diverse amministrazioni sarebbe un primo passo per superare inefficienze e lungaggini facilmente risolvibili.
- Spot politici propagandistici (vedi reddito di cittadinanza) che hanno creato un’enorme e non soddisfatta aspettativa nei ceti più poveri del paese, che si riversano negli Uffici in cerca di risposte alle loro attese e che rivolgono la loro comprensibile rabbia contro gli addetti agli sportelli.
- Ospedali al collasso, figure ausiliare costrette a sopperire alla cronica carenza di personale infermieristico e medico, spesso svolgendo mansioni aggiuntive e delicate, senza alcuna osservanza delle minime norme sulla salute e sicurezza.
- Scuole che cadono a pezzi, abbandono del percorso scolastico da parte di ragazzi, spesso provenienti da famiglie con disagio lavorativo ed abitativo.
Quali soluzioni propone il Governo a tutto questo?
In continuità con i precedenti Governi, si pensa che la soluzione sia rivedere il piano delle performance per far gestire la valutazione all'utenza, una sorta di democrazia astratta che si tramuta non in critiche costruttive ma in giudizi umorali senza alcun costrutto (pensiamo quale sia la valutazione dell'agente di Pm che fa le multe o di un amministrativo a cui si blocca ogni giorno il terminale). Il sistema della performance e della valutazione dei pubblici dipendenti è in vigore da vent’anni ed ha rappresentato finora uno strumento di facciata che cela solo l’intento di tagliare ulteriormente salari pubblici, mortificando di fatto il lavoro del pubblico dipendente.
Nel disegno di legge si ribadisce che gli Enti Locali devono trovare da sé le risorse per i propri dipendenti, senza alcun trasferimento da parte dello Stato.
Lo Stato, che dovrebbe dare il massimo esempio in tema di sicurezza sul lavoro e stabilità contrattuale, continua ad utilizzare e sfruttare lavoratori precari, in tutti i settori.
Per il Governo ancora una volta è prioritario prevenire l'assenteismo attribuendo allo stesso la responsabilità dei problemi della Pa che, invece, derivano da ben altro.
I dati della Ragioneria dello Stato dimostrano che una buona parte delle inefficienze derivano proprio dai tagli occupazionali: in alcuni settori vengono a mancare migliaia di lavoratori e le condizioni lavorative sono sempre più' precarie. Questi sono i risultati delle politiche di austerità degli ultimi anni.
Si continua a cavalcare l’onda lunga provocata dai precedenti Governi e dai sindacati complici, alimentata ad arte dai mass media, che hanno creato la figura dei “lavoratori fannulloni” per continuare a tagliare risorse e stipendi.
I contratti, i codici disciplinari, le riforme fino ad oggi intervenute, hanno già fornito tutti gli strumenti normativi e contrattuali per verificare ed eventualmente sanzionare comportamenti scorretti del personale, basta applicarle.
Non occorre quindi investire denaro pubblico per sostituire le usuali modalità di rilevazione elettronica delle presenze con rilevazioni stile FBI (impronte digitali, rilevazione dell’iride): è sufficiente che i dirigenti svolgano una delle funzioni per cui sono pagati.
Piuttosto che velocizzare ulteriormente gli iter sanzionatori verso i dipendenti, già resi fin troppo rapidi (basta leggere i contratti di lavoro), sarebbe il caso che il Ministro della Funzione pubblica, di concerto con quello di Grazia e Giustizia, si preoccupasse di rendere più veloci gli iter della giustizia penale e amministrativa attraverso assunzioni, risorse, ammodernamento di mezzi e strutture.
I dipendenti pubblici, che vivono quotidianamente nei luoghi di lavoro, che considerano ancora i cittadini “utenti” e non “clienti”, sanno che per migliorare la qualità del lavoro ed il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione, per migliorare il rapporto dipendenti e datori di lavoro pubblici, ci sono poche cose, semplici e basilari, da attuare. Sono quelle che la CUB P.I. rivendica da anni.
Le suggeriamo al Ministro della Funzione Pubblica perché coinvolga eventualmente anche i Ministri competenti:
- Assunzione di giovani in tutte le pubbliche amministrazioni (scuola, sanità, Enti Locali e funzioni centrali)
- Assunzione di tutti i precari della pubblica amministrazione. Investimenti pubblici per la messa in sicurezza del territorio, dei luoghi di lavoro, del patrimonio abitativo e scolastico, anche attraverso la stabilizzazione delle migliaia di Vigili del Fuoco discontinui, cui questo Governo in campagna elettorale aveva promesso molto, salvo poi cambiare idea in modo repentino.
- Piano straordinario per reinternalizzare i servizi pubblici appaltati ai privati.
- Rinnovi contrattuali che restituiscano il potere d’acquisto dei salari dei pubblici dipendenti
- Riqualificazione e formazione continua del personale dipendente.
- Sistema pensionistico pubblico garantito anche per i giovani, cancellazione della legge Fornero. TFR liquidato subito alla data di cessazione, al pari dei lavoratori privati. No alla previdenza complementare e al welfare aziendale che sono utili solo ai soggetti che li gestiscono (dalle banche alle finanziarie, alle assicurazioni e ai sindacati) e non ai lavoratori, attuali e futuri.
- Sanità, scuola, trasporti debbono essere diritti universali, gestiti in forma pubblica.
Occorre investire risorse sul personale, sulle strutture, sugli strumenti e questo non si può realizzare “a costo zero”. Le risorse in questo Paese ci sono e possono essere recuperate, anche con una lotta incisiva e vera alla grande evasione, altro che flat tax.
Spostare il prelievo dai lavoratori dipendenti e pensionati alle grandi ricchezze, ai grandi patrimoni.
Spostare risorse dalle grandi opere inutili e dagli armamenti ed investirle per una migliore qualità della vita, di lavoratori e cittadini.


Roma, 9 aprile 2019
CUB Pubblico Impiego

     Ddl-1122-CUB-PI-audizione-9-APRILE-2019.pdf

 

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