Le RSU – Rappresentanze sindacali Unitarie – del Comune di Vicenza denunciano l’uso distorto della Polizia Locale in funzioni non proprie. L’acquisizione del Taser, introdotto in via sperimentale dal decreto “sicurezza” firmato dal Ministro Salvini  va in questa direzione.

Invece di investire risorse in assunzioni di personale si acquista l’ennesima strumentazione che non è garanzia di maggiore sicurezza e non può essere intesa come sostitutiva del personale attualmente vacante.

Nel Comune di Vicenza nel 2018 sono cessati 13 unità di vigilanza e ad oggi non sono ancora state sostituite; l’organico in essere ha un’età media che supera i 50 anni, non ci sono risorse sufficienti nemmeno per il vestiario del personale.

La Polizia Locale deve essere messa nelle condizioni di poter svolgere il ruolo originario per cui è stata assunta e per cui è contrattualmente inquadrata e retribuita.

Vi è forte preoccupazione sulle conseguenze che un’arma impropria come il Taser potrebbe provocare sulla cittadinanza ma anche è legittimo chiedersi a quali conseguenze va incontro il personale che la utilizza in caso di morti causate da questa arma, visto che gli operatori di Vigilanza non hanno nessuna tutela assicurativa e previdenziale, a differenza della Polizia di Stato.

Le RSU del Comune di Vicenza, pertanto, esprimono netto dissenso contro scelte che di fatto non sono finalizzate a risolvere concretamente i problemi dei cittadini e degli operatori di Vigilanza.

Per le RSU del Comune di Vicenza –  il coordinatore M.Teresa Turetta

27 settembre 2018

Il giornale di Vicenza del 27 settembre 2018

 

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