MILANO, 15 DIC - Sono stati condannati a 5 mesi, con sospensione e non menzione della pena, Roberto D'Ambrosio e Giancarlo Aprea,

musicisti dell'associazione 'Banda degli ottoni', accusati di resistenza a pubblico ufficiale aggravata e di favoreggiamento per alcuni disordini avvenuti durante una manifestazione davanti al Teatro alla Scala in occasione della Prima, il 7 dicembre del 2014.
Lo ha deciso la sesta sezione penale del Tribunale milanese che ha emesso altre tre condanne a 4 mesi, 7 mesi e 6 mesi e 15 giorni per altri tre manifestanti.

"Noi siamo innocenti - hanno detto i due musicisti dopo il verdetto - rifaremmo tutto e non ci pentiamo di nulla, ricorreremo in appello, ringraziamo per la solidarietà che abbiamo avuto da tutta Milano e questa è una sentenza politica".
Le indagini erano state portate avanti dal pm Piero Basilone e tra i difensori nel processo figuravano gli avvocati Eugenio Losco, Giuseppe Pelazza e Guido Guella. I giudici hanno riconosciuto a tutti e cinque gli imputati le attenuanti generiche. (ANSA).

 

Guido Tassinari musicista della Banda degli Ottoni a Scoppio ed autore del libro "Ma in fondo, delle note, chissenefrega". Il ricavato della vendita del libro sarà utilizzato per sostenere le spese legali 


Nella Milano che si preparava all'Expo, come ogni anno si preannunciavano contestazioni contro le politiche del governo alla prima della Scala. In un clima volutamente tenuto ad alti livelli di tensione, la Banda degli Ottoni a Scoppio, banda di strada dalla lunga storia di impegno sociale e musicale, riconosciuta dallo stesso comune di Milano con l'assegnazione del 2012 della Benemerenza Civica, giocava un ruolo determinante affinché fosse garantita l'agibilità della piazza a chi voleva esprimere il proprio dissenso.
Lo ha fatto usando la musica come strumento di azione e interposizione nei confronti di chi invece, in quella piazza cercava a tutti i costi lo scontro per criminalizzare la contestazione.

Rispediamo al mittente il tentativo di reprimere l'azione politicomusicale, pacifica ma determinata, dei "due banditi” e di tutti gli Ottoni a Scoppio. Per questo, le denunce e la persecuzione la sentiamo rivolte
non solo a noi ma a tutto il mondo della musica e dell'arte in generale.
A Quasi 6 anni da quel 7 dicembre, come da sempre, ribadiremo anche nelle aule giudiziarie che la strada è la nostra casa.
La banda vive da più di trent’anni per dar voce a chi non ce l'ha, a fianco di tutte quelle categorie che hanno come unico strumento di rivendicazione "l'urlo" della banda. A sostegno dei più deboli, di chi lotta per la casa, per il lavoro, per la salute e l'ecologia, i diritti sociali e contro le ingiustizie.
Se conoscete Spinash e J.C., se conoscete la Banda degli Ottoni a Scoppio, è il momento di venire a solidarizzare con loro.

MARTEDI 15 DICEMBRE - ORE 10,00
CORSO DI PORTA VITTORIA
(angolo Via Freguglia)
MILANO

 

 

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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