IN UNA LETTERA APERTA CUB DENUNCIA "SI TRATTA DI UN INFORTUNIO SUL LAVORO"


IN  MORTE  DI  VINCENZO  MATERA

Lunedì 30 novembre il lavoratore  Vincenzo Matera addetto alla portineria del laboratorio del teatro alla Scala, area ex Ansaldo, a fine turno non torna a casa . Nessuno, oltre a lui, è presente a quell'ora nella zona del padiglione 36 . Ci risulta che il padre non vedendolo rincasare dopo parecchie telefonate si precipita in via Stendhal e riconosce all’esterno il motorino del figlio. Essendo chiusa la portineria di via Stendhal, è costretto a entrare dalla portineria di via Bergognone e andarlo a cercare  al padiglione 36. Lo trova da solo accasciato a terra col casco della moto  in mano e il cellulare .
Dall'ultimo messaggio in cui avvisava la moglie che sarebbe tornato a casa a quando viene ritrovato dal padre  sono passate almeno due ore. Chiamata l'ambulanza viene portato dapprima al san Gerardo di Monza e successivamente a causa di mancanza di posti in rianimazione trasferito a Sondrio dove morirà pochi giorni dopo.
Alla scrivente o.s. la notizia del decesso è arrivata solo il 3 dicembre.
Noi riteniamo che la prestazione tempestiva di un primo soccorso sarebbe stata decisiva per salvargli la vita. E invece ha ricevuto soccorso in ritardo ed in forma inusuale grazie all'intervento dall'esterno del padre. Un fatto degno di una tragedia greca di 2.500 anni fa, ma indegno di una civiltà moderna in cui la sicurezza sul lavoro è regolata efficacemente.
Chiediamo a codesto Servizio di PSAL di verificare:
1 - Se il DVR dei laboratori Ansaldo preveda il rischio del lavoro isolato, e quindi prescriva la dotazione di mezzi di comunicazione con i sistemi di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale, quali la funzione cosiddetta di “uomo a terra”. Tutto questo in ottemperanza all’art. 43 del D.Lgs. 81/08; e  non solo per la definizione di eventuali responsabilità nel caso in oggetto, ma anche per prevenire casi analoghi nel futuro per altri lavoratori.
2 - Se, ad un malore del sig. Vincenzo Matera dovuto a cause da accertare, non sia sopravvenuto un aggravamento fatale dovuto alla mancanza di soccorso. Noi lo riteniamo molto probabile, cosicché si possa ritenere che la causa di morte debba essere ricondotta ad un INFORTUNIO SUL LAVORO.
Da parte nostra, sottolineiamo la mancanza del segnalatore “uomo a terra”, non in dotazione come d.p.i , così come la mancanza di un collega in grado di prestare il primo soccorso.
Riteniamo necessario e urgente dotare tutti i lavoratori dei reparti della Scala dove si svolge un servizio o una mansione  di” lavoratore  isolato”, di tutti i d.p.i necessari e  predisporre il sistema di monitoraggio prevenzione e sicurezza  a distanza (“uomo a terra”).
Indichiamo alcuni esempi di lavori che vengono eseguiti in posti isolati e/o con attività lavorativa isolata:
custodi di portineria (al Piermarini, Ansaldo); squadra di emergenza; squadra di manutenzione (servizi serali e notturni). In questi casi, i turni devono essere composti come minimo da due persone.

Porgiamo distinti saluti.
Pg. Sostaro resp.naz sicurezza c.u.b.
G.Fiorito segr.naz cub info e spettacolo
Milano, 7.12.2020

Cub Informazione e Spettacolo Teatro alla Scala di Milano
Roberto D'Ambrosio 

Corriere della Sera del 8 dicembre 2020 

 
 
 
 
 
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